SAVONESI: “NOI SIAMO PICCOLI MA CRESCEREMO…

…E allora virgola ce la vedremo, chiusa parentesi riporto sei noi siamo piccoli ma dateci del lei”.

Recitava più o meno così una vecchia canzone per bambini di Renato Rascel. Questa volta però non dovrebbe essere cantata dai bambini ma dai savonesi. Quando leggo il clamore che fanno alcune notizie, le discussioni che nascono nei bar e sul più famoso dei social network, credo che Savona resterà sempre una piccola città, un po’ come quella cantata da Guccini.

Mi spiego. Qualche mese fa ad indignare i savonesi è stata la querelle tra proprietari della famosa latteria di piazza Chabrol versus gli anziani coniugi gestori dell’attività. In quel caso, come tutti ricorderanno, Savona si è divisa, ma non a metà diciamo 98% a 2. In pochi hanno riconosciuto il diritto legittimo dei vecchi proprietari di rivendicare il proprio locale unitamente allo sfruttamento economico della segreta ricetta del “frappé savonese” (segreta quasi come quella della coca cola).

Oggi siamo alla seconda puntata, questa volta non ci facciamo mancare neppure un pizzico di sfondo razzista alla polemica, ingrediente che aiuta gli indecisi a schierarsi ancora meglio dalla parte del torto. E si perché alla notizia che forse, e sottolineo forse, il vecchio locale “Vino e farinata” di via Pia passerà di mano e non una mano qualsiasi una mano “gialla” (così ho letto alcune definizioni su facebook), guai al mondo!

Secondo la maggior parte dei commentatori da tastiera non è accettabile la vendita di un locale storico di Savona a chi non è italiano, a chi non è ligure, a chi non è savonese, a chi non sa nulla della farinata e delle nostre tradizioni.

Il vero dispiacere è la nostra mentalità e non il cambio di gestione di un ristorante, non basteranno tutte le fibre ottiche del mondo o il web 3.0, 4.0, 5.0, che favoriscono comunicazione e conoscenze, a farci elevare da provincialotti al rango di cittadini consapevoli.

Quindi, siccome ogni volta che ascolto, leggo o sento notizie sul partito del cemento o sulle mirabolanti imprese dei palazzinari savonesi che agiscono indisturbati sulle nostre teste senza che nessuno dica nulla, mi rendo conto che tutto questo ce lo meritiamo.

Saremo autorizzati a difendere le tradizioni e la “savonesità” soltanto quando avremo davvero a cuore il nostro territorio e non soltanto un bar o una trattoria. Nel frattempo, cari savonesi, nell’attesa del prossimo locale storico o caratteristico che passerà la mano, continuiamo pure a “battercene la ciolla”, come sempre, per tutte le altre questioni.

Non sono riusciti ad eliminare le provincie figurarsi il provincialismo.

Osvaldo Ambrosini

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One thought on “SAVONESI: “NOI SIAMO PICCOLI MA CRESCEREMO…

  1. Caro Osvaldo, devo dire che sulla sostanza mi trovo d’accordo con te, i savonesi si perdono in piccolezze e di contro paiono accettare con rassegnazione “asinina” (spero nessuno si offenda, è solo un po’ di sano umorismo…..poco savonese) certe “enormità” che dovrebbero invece scatenare ondate di indignazione.
    Tanto per fare un esempio, e per restare in un tema di stretta attualità, che senso ha creare una nuova galleria commerciale in una città attanagliata dalla crisi, quando si potrebbe usare lo stesso edificio (di proprietà pubblica) per trovare una segue adeguata al Tribunale (la cui struttura, diciamolo chiaramente, per poter essere mantenuta in piedi necessita interventi onerosi, tutti a carico della collettività ovvero delle nostre tasche; interventi che per di più rischiano di essere il classico “tappullo” con la più logica delle conseguenze, ovvero che il problema venga solo rimandato a posteriori)?
    Una soluzione del genere, oltre ad avere di base una logica di contenimento degli sprechi, comporterebbe anche il mantenimento della destinazione d’uso di un edificio che era destinato a fini di pubblica utilità e rimarrebbe tale.
    Un esempio come tanti. Son sicuro che qualche persona ben più competente dello scrivente in materia di edilizia avrebbe la spiegazione in tasca, si parlerebbe di “coinvolgimento di capitali privati altrimenti non attirabili” etc etc
    Lo ammetto: sono fuori dal mondo! Ma, nella mia visione, tra privato e pubblico ci può stare una collaborazione, sicuramente, e una compresenza, a patto che abbia come obiettivo prevalente l’interesse della comunità.
    Tornando a bomba, ovvero al tema proposto dal tuo articolo, concordo dunque sul fatto che accapigliarsi su questioni “secondarie” a discapito dell’attenzione verso problemi di ben altra (e alta) rilevanza non rappresenti un comportamento da persone mature e informate.
    Tuttavia la notizia oggeto del tuo articolo, son sincero, ha fatto trasalire anche a me. Uno degli esercizi più antichi e rappresentativi della mia città rischia di finire in un giro di esercizi commerciali targati estremo oriente sui quali, personalmente, ho parecchie perplessità (e non sono un razzista, chi mi conosce lo può testimoniare).
    E se invece della farinata mi trovassi nel piatto un involtino primavera credo che verrebbe fuori il mio “lato oscuro”. Spero tu mi voglia perdonare per questo.
    Un saluto

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