BOMBE DI SAVONA, CHERCHEZ LA GAUCHE

 Sabato pomeriggio sui giardini tra Corso Italia e Via Giacchero dove si trova il  Tempietto Borselli (purtroppo poco valorizzato) era presente un presidio organizzato dal Comitato Bombe di Savona per ricordare una delle pagine più buie della storia della nostra città.

Proprio il 22 novembre ricorrevano i 40 anni dalle “bombe di Savona” ed in particolare da quella di via Giacchero che ha provocato l’unica vittima, per fortuna, di quei tragici episodi.

All’epoca avevo soltanto un paio d’anni e non posso certo ricordare nulla, ma ancora oggi rivivo quei momenti nei racconti di mio padre e mi è sufficiente per comprendere quanto fosse alta la tensione e quanto fosse palpabile la paura tra i savonesi di potersi ritrovare inconsapevolmente coinvolti in una esplosione.

Savona-non-si-piegherà-alla-violenza-nera                 Tesserino-Riconoscimento-Quartiere-Savona-Ponente

Le “bombe nere” hanno caratterizzato nella storia del nostro paese una pagina tragica che non può essere dimenticata. La strategia del terrore “orchestrata dall’alto”, aveva tra gli obiettivi quello di limitare l’ascesa del partito comunista in un paese che, aderendo al piano Marshall, non poteva certo permettersi di non essere filo americano.

Savona ha rappresentato un avamposto nazionale dove queste pratiche hanno avuto una sperimentazione sul “campo”, soltanto la fortuna o il rodaggio di certi bombaroli (forse ancora poco pratici) ha evitato che Savona fosse ricordata a livello nazionale al pari di ben più gravi episodi come Piazza della Loggia a Brescia o l’Italicus.

A distanza di 40 anni gli esiti di questa esperienza sono principalmente due. Da una parte fa piacere ricordare come tutta Savona e la sua cittadinanza reagì con forza ed unita a questi attacchi terroristici, mobilitandosi spontaneamente, organizzando ronde e presidi per controllare quanto più possibile il territorio.

Dall’altra è una tristezza infinita rendersi conto di come una certa sinistra abbia scarso interesse nel ricordare questa nostra pagina di storia. In una città medaglia d’oro per la resistenza ci si aspetterebbe onestamente qualcosa in più.

Non partecipare, non ricordare o addirittura rimuovere volontariamente alcune pagine del proprio passato non è mai positivo. Dicono che la storia insegni, dimenticare, anche per semplice superficialità, lascia uno spazio vuoto che puntualmente viene occupato dai professionisti del revisionismo. Prima che qualcuno arrivi a far credere all’opinione pubblica che erano solo due “micette” sarebbe meglio intervenire in qualche modo.

Viviamo in un periodo in cui i nuovi fascismi sono tornati prepotentemente di moda e con loro le intolleranze e le emarginazioni rispetto a tutto quello che è diverso. Sarebbe meglio ricordare ed insegnare alle nuove generazioni chi siamo stati e cosa non dovremmo mai diventare.

Il “renzismo” ha una caratteristica ormai nota, rompere col passato, il passato di sinistra che quel PD da lui rappresentato sta via via abbandonando a partire dalle politiche sociali. Dall’alto del suo 40 % e dall’ancora più alto astensionismo di questi giorni, che gioca a suo favore, riuscirà probabilmente a rottamare tutto quello che vuole, ma non facciamoci rottamare anche questa pagina che appartiene a noi savonesi tutti.

Osvaldo Ambrosini

bombe-di-savona-013-compresso franca-011-compresso

 

Annunci

One thought on “BOMBE DI SAVONA, CHERCHEZ LA GAUCHE

  1. Pingback: Bombe: un primato tutto savonese | campionari di parole e umori

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...