CHARLIE HEBDO, UNA STRAGE CHE SEGNA LA FINE DI UN’ERA

La strage a Charlie Hebdo, un giornale satirico come era un tempo “Cuore”, è un segnale della fine di un’era, quella che va dal 1968 ad oggi. Oltre ai 12 assassinati, a rischiare di essere uccisa è la stessa Francia laica (forse il Paese europeo laico per eccellenza), di cui la testata era forse l’espressione più estrema, libertaria e volgare, ma anche priva della paura di pestare i piedi a qualcuno, come si è visto.

Nell’attentato abbiamo anche visto andare in scena le contraddizioni francesi, con i terroristi che finiscono, barbaramente, un poliziotto di origini nordafricane, Ahmed Merabet. Forse è da qui, da questo agente di polizia, che bisogna ripartire. Sarà compito della politica non lasciarsi andare a facili derive (probabilmente redditizie, in termini elettorali), ma che avrebbero il solo risultato di fare il gioco degli assassini, risultando uno sputo in faccia ai morti.

Matteo Lai

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