Savona: in morte di Luisa Bonello

di Osvaldo Ambrosini.

In qualsiasi altra cittadina del mondo piccola come Savona, un suicidio così strano come quello della dottoressa Bonello, avvenuto ormai cinque mesi fa, farebbe parlare tutti i cittadini e darebbe lavoro, in termini di inchiostro, a tutta la stampa locale e non, per mesi e mesi. Animerebbe incontri pubblici di ogni tipo e, sulla carta stampata, ogni giorno leggeremmo di nuove ipotesi formulate dal così detto giornalismo investigativo. Si sarebbe scatenata una gara, tra gli organi di informazione, per svelare prima degl’altri aneddoti o anche semplici dettagli di un puzzle molto complicato.

Ma siamo a Savona e, a parte qualche gossip sull’ispettore di polizia coinvolto nella vicenda, tutto questo non avviene o avviene molto moderatamente. Si dice che la causa principale sia il coinvolgimento della Chiesa o di qualche potere occulto. Quindi la paura di scrivere parrebbe essere superiore alla smania di vendere copie o aumentare il numero dei click. Probabilmente è così, ma forse anche questa è un’espressione tipica della gente ligure la cui riservatezza, quando eccede, sfocia in un’insopportabile ipocrisia mista ad omertà.

Eppure l’opinione pubblica avrebbe diritto ad essere informata su quello che realmente è accaduto.

Qualche sera fa’, per capire qualcosa in più riguardo ai fatti di questo anomalo suicidio, mi sono recato alla Ubik, nota libreria del centro di Savona. Era previsto un incontro durante il quale la vicenda della dottoressa Bonello è stata ampiamente esposta, supportata da filmati, registrazioni audio e numerosi altri contributi. La storia è stata ricostruita in modo molto dettagliato, una donna molto religiosa la cui fede, unita alla voglia di fare chiarezza, l’ha portata a perdere la vita.

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La nota positiva della serata è stata la partecipazione della gente, la sala della libreria riservata a questi incontri, sebbene non molto grande, era strapiena; negativo invece è stato assistere al silenzio degli organi di informazione sull’incontro.

Insomma, non è possibile dire come andrà a finire, ma a tutti i presenti alla serata, sebbene restino oscure molte parti di questo giallo, è stata data la possibilità di unire i puntini sulla mappa e trarre alcune conclusioni:

  1. L’ispettore della polizia postale, Bonvicini, dopo mesi di detenzione, sembra essere stato più uno strumento utilizzato per arrivare alla dottoressa piuttosto che il vero carnefice.
  2. Non è azzardato affermare che la dottoressa Bonello non si sia suicidata e neppure che non si tratti di induzione al suicidio.
  3. Non ci sarebbe da stupirsi se, dalle indagini, emergesse che nell’appartamento di via Genova, la notte del 19 settembre 2014, la dottoressa non fosse sola.
  4. Quest’ultimo punto troverebbe parziali conferme dal fatto che l’appartamento in questione, a distanza di 5 mesi dai fatti, risulti ad oggi ancora sotto sequestro.
  5. Il ruolo del Vescovo di Savona, Lupi, non è certo stato marginale in tutta la questione.
  6. Le parole di Don Lupino, presente al dibattito nella serata organizzata alla Ubik, sono sufficienti a far comprendere come la diocesi di Savona necessiti urgentemente di un drastico cambio di rotta.IMG_7771
  7. Il voto di obbedienza al celibato dei sacerdoti previsto dalla religione cristiana, che ha come prima conseguenza inevitabile l’osservanza alla castità, è un pericoloso incubatore di repressioni sessuali che sono, fisiologicamente, contro la natura dell’uomo. Repressioni spesso causa di degenerazioni che si manifestano in attenzioni particolari verso i più deboli (spesso minorenni) inaccettabili. È necessaria la rivisitazione di alcune regole che oggi relegano i rappresentanti della religione cristiana fuori dai tempi. Per fortuna, quest’ultimo punto, è nell’agenda del Papa Francesco nella sua opera riformatrice della Chiesa, sempre che non silenzino anche lui prima di riuscirci.

Per capire qualcosa di più sul “suicidio” della dottoressa Bonello si consiglia la visione della registrazione della serata del 12 febbraio 2014 presso la Libreria Ubik.

Questa invece la puntata della famosa trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha Visto” che si è occupata di questa strana morte:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-61f075b7-d545-4844-b223-1ad1dbc188ea.html?iframe

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