Savona: alla Liberazione con il carrello della spesa

di Matteo Lai.

Divampa la polemica, sulla stampa locale, circa la decisione dell’Ipercoop e dell’annesso centro commerciale savonese di restare aperti il 25 Aprile. È una polemica che appare abbastanza pretestuosa. È il mercato, infatti, che chiede alle grandi catene di essere aperti, ormai, ogni giorno dell’anno, qualunque sia il loro nome, la loro storia e, eventualmente, le loro (scolorite) basi politiche.

carrelloPerò attenzione. Si parla di realtà operanti sul mercato, la cui regolamentazione apparterrebbe alla politica. Una facoltà che, nell’ultimo ventennio, non credo sia mai stata esercitata, da nessuno schieramento. Si pensi che la politica delle liberalizzazioni (ovvero della deregulation normativa di interi settori) è stata, ed è tutt’ora, ragione di orgoglio per Bersani. E Bersani, ricordiamolo, nel Pd è quello di sinistra.

Il problema è quindi alla fonte. Ci han detto per anni che c’era troppo Stato: la “mano pubblica” è stata tagliata, bistrattata, cancellata, ridotta. E adesso ci stiamo accorgendo che i servizi sono sempre meno, mentre le tasse rimangono le stesse, o aumentano addirittura, per mantenere vincoli di bilancio che poco interessano al comune cittadino.

Dell’apertura di un ipermercato il 25 Aprile, quindi, poco mi importa. Mi interessa di più cosa ha portato, e permesso, questa decisione. E cosa ci siamo persi durante il percorso. Perché, per chi si fosse collegato solo adesso, di diritti lungo la strada ne abbiamo smarriti parecchi: è forse l’ora di passare dalla visione particolare a quella generale.

iper casse

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One thought on “Savona: alla Liberazione con il carrello della spesa

  1. il Docks Market di Vado Ligure sono 18 anni che è aperto il 25 aprile e anche il 1° maggio e nessuno ne parla! Certo voi mi direte che essendo un magazzino all’ingrosso ha esigenze diverse. Credo che se i commercianti e i ristoratori si organizzassero meglio non avrebbero bisogno di fare la spesa in questi giorni di festa, dove tanto di prodotti freschi quali pesce o verdura non ne arrivano e si trovano solo rimasugli non di prima qualità. Per non parlare dei dirigenti che ti obbligano ad aperture straordinarie, per poi lamentarsi del costo eccessivo del lavoro.

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