Ma porco diaz!

di Osvaldo Ambrosini.

I fatti della scuola Diaz sono tornati, a 14 anni di distanza, prepotentemente all’onore delle cronache. Ciclicamente, ricordare alcune pagine buie del nostro Paese, fa soltanto bene ad un popolo che ama dimenticare in fretta i fatti e i nomi dei responsabili. Succede quindi che, passati alcuni anni, qualcuno che era a capo della polizia ai tempi del G8 di Genova nel 2001, oggi si ritrovi a capo di un’azienda il cui maggiore azionista è il ministero dell’economia (De Gennaro Presidente di Finmeccanica ndr).

imageLa sentenza della corte di Strasburgo, che ha definito “tortura” la macelleria messicana delle scuole, ci ricorda che il nostro ordinamento ha una grave lacuna non prevedendo un reato specifico per episodi simili, ma aggiunge onestamente poco a quanto già si sapeva. Potrà forse essere utile alle persone pestate a sangue come parziale risarcimento morale.
Ciò che lascia perplessi sono invece le dichiarazioni fatte sui social network dal poliziotto Tortosa, uno degli 80 agenti comandati alla spedizione punitiva all’interno della scuola.
Voglio credere alla sua buona fede, cioè che probabilmente scrivendo che rifarebbe quanto fatto all’interno della scuola, lo affermi perché realmente estraneo ai pestaggi ed a posto con la propria coscienza, sicuro di non aver partecipato alle aggressioni gratuite contro persone indifese e pacifiche.

Effettivamente chi ha visto il film dedicato ai fatti della scuola Diaz di Veronesi, si sarà accorto che insieme ai poliziotti invasati c’era anche chi quella mattanza non la voleva affatto, purtroppo una esigua minoranza.

L’iperconnessione dei nostri tempi, oltre a numerosi vantaggi, nasconde controindicazioni dalla portata spesso imprevedibile. Chiunque oggi scriva qualcosa sui social network è consapevole che la platea potenziale è numericamente sconfinata pertanto non è pensabile lasciarsi andare a riflessioni becere con la stessa leggerezza con cui direbbe qualche castroneria in un bar.

Il poliziotto, giustamente sospeso, nel maldestro tentativo di effettuare una sorta di revisionismo sui fatti della scuola Diaz ha incassato circa 200 “mi piace” al post in questione. A preoccupare per il futuro del nostro paese quindi, non è tanto quello che ha scritto, ma la quantità dei consensi ricevuti alle sue fesserie.

image

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...