Preziosi più mi tradisci… più non ti amo

di Osvaldo Ambrosini.

Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di amare senza essere corrisposti. Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di restare traditi e umiliati da un partner o da un amico. A queste condizioni in pochi porterebbero avanti una relazione con chi, approfittandosi della nostra ingenuità ha giocato con i sentimenti. C’è solo una specie umana sulla terra capace di sopportare ripetuti tradimenti ed umiliazioni per un tempo prolungato restando sempre e comunque fedele.

preziosi sagoma di cartoneQuesta etnia, perché solo considerando la genetica potremmo provare a trovare una spiegazione, è quella genoana. La storia della squadra più antica del nostro paese ha numerosi primati tra cui anche una sorte non certo benevola. Basti considerare che da quasi un secolo non vince più nulla.
Come se non bastasse negli ultimi anni ad irridere, più o meno volontariamente, il blasone dei rossoblu ci si è messo anche un presidente che di genovese non ha nulla e che in passato era in predicato addirittura di rilevare la proprietà della squadra rivale.

L’indimenticata valigetta “Maldonado” del 2005 che costò la retrocessione in serie C con relativa penalizzazione, dopo una serie A conquistata sul campo, e le inopportune dichiarazioni del Presidente Preziosi a margine dell’umiliazione patita contro il “Real” Siena nel 2012 a cui ha fatto seguito l’interruzione della partita e il ritiro maglie richiesto, per troppo amore, dalla tifoseria, sono due macchie indelebili in più di 10 anni di presidenza.
La terza macchia sta per concretizzarsi in questi giorni, il Genoa, che sta disputando un campionato al di sopra di ogni più rosea aspettativa, a poche partite dalla fine non si gioca soltanto la supremazia cittadina, che di per se vale uno scudetto, ma è in lotta per un posto al sole che si chiama qualificazione in Europaleague.

ze_eduardoL’essersi ‘dimenticati’ di regolarizzare i conti con alcune società sudamericane, riferiti a giocatori acquistati nelle stagioni precedenti, e per questo non avere ottenuto la certificazione Uefa necessaria per la eventuale partecipazione alle competizioni europee, è qualcosa di inaccettabile che solo un pubblico innamorato come quello del Genoa potrebbe sopportare.
Se è vero che l’era Preziosi, nonostante le sue contraddizioni, è da considerarsi a pieno titolo la migliore, in termini di risultati, del dopoguerra, è pur vero che ci vorrebbe un po’ più di rispetto per una città ed una regione intera che vive la domenica calcistica con una passione unica.

E se per una volta Genoa e Samp sognano insieme, fa male rendersi conto che il sogno rossoblu lo stia facendo svanire l’unica persona che, al contrario, dovrebbe tenerci maggiormente.

Le dichiarazioni di questi giorni del patron del Genoa non lasciano grandi speranze sull’esito dei ricorsi. Anche se per fasciarsi la testa c’è tempo, sembra già pronto l’alibi per smembrare la squadra del prossimo anno, la mancata qualificazione in Europa. Aver salvato il Genoa 12 anni fa dal fallimento non può autorizzare la dirigenza a credere ad una riconoscenza illimitata del popolo rossoblù.

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