Savona. A qualcuno piace Villa Zanelli

Probabilmente, sull’orbe terracqueo, non esiste città che ha meno bisogno di nuove case di Savona. Eppure, per gli amministratori locali, questo semplice e basilare concetto, tra l’altro supportato da vari dati e dai diversi cartelli “vendesi” che campeggiano tra i palazzi, continua a sfuggire.

imageE’ recente la notizia, apparsa su un quotidiano locale, che la soluzione prospettata da un assessore comunale all’ormai cronico stato di decadenza di Villa Zanelli sia semplice: suddividerla in tanti appartamenti. Una ipotesi probabilmente maturata vista l’ormai prossima “rinascita” dell’area degli ex cantieri Solimano e che sarebbe realizzabile solo qualora venisse a cadere il vincolo turistico, attualmente esistente.

Per chi non la conoscesse, Villa Zanelli, che deve il nome al suo primo proprietario, Nicolò Zanelli, è un bel palazzo in stile Liberty in località Nattarella, dotato di un ampio giardino che da direttamente accesso alla spiaggia. Inaugurato nel 1907, fu ceduto negli anni ’30 al Comune di Milano, che vi realizzò una colonia. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale fu trasformato in campo ospedaliero (sulla torre si nota ancora, sbiadita, la croce rossa), per poi divenire struttura per disabili e, negli anni ’90 del Novecento, residenza postospedaliera per cardiopatici.

imageNonostante il suo lungo utilizzo al servizio della cittadinanza, la sua posizione e le sue splendide caratteristiche architettoniche, la soluzione prospettata dai nostri amministratori per portar fuori questo splendido edificio dallo stato di abbandono in cui versa è una sola: suddividerlo in appartamenti. Se la “mano pubblica” non è in grado di risollevare le sorti di questo immobile, forse la soluzione turistico-alberghiera può essere la migliore, rendendo però fruibile a tutti l’ampio parco.

Sicuramente la creazione di nuovi appartamenti di lusso non è la risposta che la città aspetta da anni. Già troppo cemento e troppi metri cubi sono stati dedicati, all’ombra della Torretta, ai più abbienti. Sarebbe ora che si tornasse a riscoprire il concetto di comunità, offrendo nuovi spazi alla cultura, al sociale e – perché no – anche alla cura della salute.

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villa Zanelli - cantieri Solimano 3

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