Savona, l’ultima fiera di Santa Rita?

di Osvaldo Ambrosini.

Si è da poco svolta, come consuetudine, la tradizionale fiera di Santa Rita nell’omonimo quartiere situato al di là del Letimbro. Mentre è ancora vivo l’eco delle polemiche che hanno animato la discussione riguardo la “nuova gestione” della chiesa, inesorabile è arrivato il giorno più importante, il 22 maggio. La celebrazione di Santa Rita a cui è dedicato l’edificio religioso, unitamente a Nostra Signora della Consolazione, avviene praticamente da sempre, con annessa la fiera che si svolge nella piazza antistante e nelle strade adiacenti.

IMG_9408È storia nota che la Diocesi di Savona non ha rinnovato la convenzione con i Padri Agostiniani, padroni dei muri dell’edifico e non più presenti a Savona da circa 20 anni. La Diocesi, che gestiva la struttura grazie all’impegno della Confraternita della Santissima Trinità, scaduta la convenzione non sembra essere intenzionata a rinnovarla, vuoi per i costi diventati insostenibili, vuoi per la crisi di vocazione che impone scelte obbligate e dolorose rinunce.

Si sono fatti avanti i Cristiani Ortodossi, che questa chiesa la frequentano già da un po’ di tempo, anche se marginalmente. Se si faranno carico della gestione dell’edifico, ipotesi sempre più probabile, di tanto in tanto saranno consentite funzioni religiose cattoliche, insomma si invertiranno le parti.

IMG_9410A questo punto apparirà inadeguato il nome della chiesa dedicata ad una Santa che nella iconografia della religione Ortodossa non esiste. Chissà che col tempo, metabolizzato il cambiamento da parte dei residenti, la fiera del 22 maggio non inizi ad essere chiamata fiera di “Vasilisco Re Martire”, titolare, nel calendario ortodosso, di questa data.

Con questo non si vuol certo alimentare la discussione mettendo in contrapposizione tradizioni religiose diverse. Anzi la comunità ortodossa savonese andrebbe ringraziata per l’impegno di cui si farebbe carico. Se sarà questa l’unica strada percorribile per evitare l’ennesimo triste spettacolo di abbandono di una chiesa sul nostro territorio sarà soltanto il tempo a dircelo. Tuttavia se per assurdo un domani si dovesse arrivare a cambiare nome alla chiesa, e perché no anche ad un quartiere intero, dovremmo ringraziare la Diocesi savonese che, forse, qualcosa in più avrebbe potuto fare.

calendario Ortodosso maggio

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4 thoughts on “Savona, l’ultima fiera di Santa Rita?

  1. La Diocesi non è solo il Vescovo e i preti, ma tutti i fedeli. Domandiamoci perché accadono queste cose. Se le chiese cattoliche passano ai fratelli ortodossi, è perché tra noi non ci sono più le forze umane ed economiche per gestirle; se le parrocchie chiudono, è perché non ci sono sacerdoti a reggerle; se molte chiese vanno in malora è perché non ci sono soldi – e i soldi mancano perché mancano i fedeli – per restaurarle e mantenerle. Facciamo levate di scudi quando vediamo in pericolo una (bellissima e importantissima) tradizione, ma siamo sicuri, io per prima, di dare sempre l’aiuto che serve a fronte delle pretese che abbiamo? Non abbiamo più sacerdoti, quelli che ci sono sono anziani e malandati (e le confraternite non sono messe meglio) e già ora hanno due, tre, quattro parrocchie: che possono fare più di quel che fanno? Poi ci sono anche tra loro comportamenti discutibili (Madonna degli Angeli docet, tanto per fare un esempio eclatante), ma purtroppo spesso ci si accorge della tristezza della situazione solo quando vengono toccate le tradizioni più radicate. Che sono un’enorme ricchezza, naturalmente: ma oltre quelle c’è anche una quotidianità di cui, per mille motivi, ormai pochi si occupano.

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  2. Con tutti i soldi che la chiesa si è incamerata nei secoli dai lasciti ereditari, che sono gestiti dalle opere sociali a scopo di lucro di pochi…. la diocesi dovrebbe vergognarsi. Il grano per pagare lo hanno. Il patrimonio immobiliare savonese appartiene alla chiesa cattolica, a due cifre percentuali. Ma missa che a savona la diocesi ha ben di peggio di cui occuparsi visto che è un’eccellenza nella protezione della pedofilia dei preti.

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