C’era una volta la sinistra “morale”

di Matteo Lai.

Ogni volta, quando sento parlare di “vecchia” sinistra o di modelli novecenteschi di partito come esempi negativi, oppure quando vengono messe in campo politiche degne della più bieca destra iper liberista da parte di partiti che si dicono progressisti, soprattutto quando tutto questo viene propugnato da “giovani” che hanno costruito la loro carriera sul vuoto cosmico, anche di idee ed ideali, che è il mondo politico odierno, mi trovo a pensare ad Enrico Berlinguer.

unità berlinguerIn realtà, oltre che a lui, mi trovo a pensare a quello che è stato il Pci, ormai tanto vituperato, e quello che è rimasto. Sicuramente o limiti del partito comunista erano molteplici: dal centralismo democratico alla cooptazione negli organismi dirigenti. Nulla, però, che non si stia vivendo anche oggi, viene da dire. Si pensi al partito che il buon Renzi vorrebbe disegnare, stando a quanto trapelato da notizie di stampa. Un’organizzazione “liquida” incentrata sulla propria persona, portatrice del verbo renziano sul territorio: è qui siamo al culto della personalità. Oppure alle dichiarazioni sul sindacato unico. Manca solo la cooptazione negli organismi dirigenti: ma di questo non c’è bisogno. Sono spesso, infatti, i vertici un tempo bersaniani del Pd che si adattano ad essere supporter del “rottamatore”.

Oggi, a risultare non pervenuta, è la politica intesa come servizio, con conseguente perdita di moralità. Quante risate potrebbe suscitare in alcuni “rottamatori rampanti” questo articolo dello Statuto del Pci, datato 1972:

 IMG_5847

Solo carta, si dirà. Certo. Il problema è che un tempo a queste parola ci si credeva e ci si atteneva. Se la sinistra vorrà un giorno tornar a contare qualcosa, in questo Paese, dovrà fare due semplici operazioni: differenziarsi dalla destra, proponendo la prospettiva di un mondo migliore e più giusto, e riscoprire un senso di alta moralità politica.

 

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2 thoughts on “C’era una volta la sinistra “morale”

  1. Parole sante. E aggiungo: chissà cosa direbbero i vecchi militanti che negli anni 50/60/70 si opponevano con tutte le forze alla D.C. a volte persino esagerando nei toni, nel vedere che quello che dovrebbe essere il discendente diretto di quel P.C.I. di fatto si è trasformato in una versione moderna di quella democrazia cristiana tanto avversata………..
    Forse è per questo che nelle società operaie gli anziani hanno preferito recentemente stare al tavolo a giocare a carte piuttosto che esercitare quel diritto di voto per cui tante energie in gioventù avevano speso………..

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