Ancora qui a domandarci e a far finta di niente.

di Osvaldo Ambrosini.

Avrò avuto si e no 16 anni quando lo sentii nominare per la prima volta, me ne parlò una compagna di scuola delle superiori. Quasi mi prese in giro quando, chiedendomi se avessi mai ascoltato canzoni come ‘Dio è morto’ o ‘il vecchio e il bambino’, le risposi di non conoscerle e soprattutto di non sapere chi fosse questo Guccini. Poi sempre nella mia classe c’era un altro compagno spesso in compagnia dalla sua fedele chitarra, che non perdeva mai l’occasione, nelle ore buche, di cantare queste canzoni.

Ecco il mio incontro con Francesco Guccini è avvenuto così più di vent’anni fa, ascoltato attraverso la voce di un altro che, nonostante non avesse quella inconfondibile “erre arrotolata”, era davvero un ottimo interprete e raccontato attraverso le parole di una ragazza della mia età dalla quale mi lasciai incantare facilmente, forse proprio perché mi piaceva.

Francesco-GucciniDa allora Guccini entrò a far parte della mia vita come un familiare, una presenza costante in tutti i miei giorni con la sua voce e le sue canzoni che raccontano “stanze di vita quotidiana”. E se per i momenti tristi c’era De André e per quelli in cui il cuore tremava forte Vecchioni, il Maestro modenese ha da allora in avanti rappresentato la colonna sonora della mia vita. Ascoltando canzoni come Scirocco, Autogrill, Quello che non, Ti ricordi quei giorni, Blackout (solo per citarne alcune), non è possibile non avere un’immagine visiva di quanto descritto con le parole.

Oggi, 14 giugno, che è “proprio il giorno del suo compleanno”, sarebbe bello sentirlo cantare ancora dal vivo perché a distanza di qualche anno dal suo addio al palco, manca tantissimo. E pazienza se l’età avanza e se 75 anni non sono pochi, basterebbe una chitarra in un teatro, una sedia, poche luci e un bicchiere di vino per sentire ancora urlare la sua inconfondibile erre, giusto per non far dire di lui alle nuove generazioni: “non so che viso avesse neppure come si chiamava, con che voce parlasse con quale voce poi cantava”.

Auguri Maestro!

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