Se Atene piange, l’Europa non ride.

di Matteo Lai.

Anche i più convinti europeisti, come il sottoscritto, devono rendersi conto che l’attuale Ue è solo una diversa definizione di Grande Germania. Un sistema che vede ruotare intorno a Berlino tutti gli altri Paesi europei, in una dipendenza quasi coloniale, più o meno accentuata. imageIl vero dramma è che quello che il caro vecchio Marx chiamava la struttura, ovvero l’economia, si è svincolata da ogni controllo e vicolo che la cosiddetta sovrastruttura (in particolare la politica) abbia mai avuto su questa.

L’Europa nata a Ventotene è quanto di più distante da questa Unione che stiamo vedendo operare. Democrazia, inclusività, solidarietà, stato sociale non hanno cittadinanza nella Ue dei banchieri. Qui tutto è profitto. E i governi che si (auto)definiscono di sinistra o centrosinistra sono l’esatto opposto di un argine, a questa deriva.

Si veda la Francia, con la scandalosa gestione dell’accoglienza dei profughi, lasciti sullo zerbino fuori dalla porta, a Ventimiglia. O si guardi in casa nostra, con lo scempio fatto da Renzie e la sua combriccola dello Statuto dei lavoratori, del continuo ricatto sulle assunzioni nella scuola, de l’orrido Jobs act, che svuota il senso stesso di assunzione a tempo indeterminato. O ancora, in tempi precedenti, lo snaturamento della Costituzione, con l’inserimento del vincolo di bilancio.

La speranza di chi crede ancora nell’Europa, oggi, si chiama Grecia. Se Atene farà saltare il banco, forse, potremmo tornare a costruire un progetto diverso, sgomberando il campo dall’equivoco della falsa sinistra.

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2 thoughts on “Se Atene piange, l’Europa non ride.

  1. La storia (che non è una noiosa materia scolastica bensì uno strumento eccezionale per capire il presente e cercare di vedere nel futuro) ci dice che nel corso del secolo XX (da poco concluso…..o almeno così dicono i numeri…..io che sono poco matematico nei ragionamenti qualche dubbio ce l’ho) la Germania ha provato per due volte a pigliarsi l’intera posta (leggi: Europa) e per due volte gli è andata male. Anzi malissimo, ne sono usciti con le ossa rotte.
    Ora a mio modesto avviso (e, perdonami, da convinto anti – europeista quale sono sempre stato) ci stanno provando sia pur cambiando il mezzo: ai cingoli dei carri armati hanno preferito quelli dell’economia.
    Ma non c’è il due senza il tre………….se i tedeschi non si mettono in testa che solo trattando gli altri paesi dell’Unione con pari dignità potranno avere un futuro (perché nessuno è esente da questa crisi…….neanche chi pensa di poterla sfangare barricato in una fattoria della Sassonia) a breve saranno ca…..voli amari pure per loro.
    E se la Grecia avrà la forza di far saltare il banco ne potremmo davvero vedere di ogni sorta. Ma avrà questa forza? Sinceramente temo che a rimetterci sia purtroppo la povera gente che ha già patito anche troppo. Però……forza Grecia!!!!!!

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