Chi salverà Savona dal suo porto?

di Matteo Lai.

Savona difende il suo porto. Questo era lo slogan diffuso dai vertici di amministrazione comunale e autorità portuale qualche tempo fa. Oggi, apprendendo della notizia della possibile creazione di un deposito di bitume liquido, viene da chiedersi: chi difende Savona dal porto? Questo simpatico mix di idrocarburi, infatti, non solo sarebbe potenzialmente cancerogeno, ma – ed è effettivamente l’effetto meno grave ma sicuramente quello di più immediato impatto – anche immediatamente riconoscibile all’olfatto umano fino a tre chilomentri dal deposito, con un caratteristico e fastidioso odore.

terminalCerto, ultimamente il bitume – nella fattispecie l’asfalto – è stato un po’ il principe del dibattito cittadino, grazie alla sua invasiva presenza nel cortile di Palazzo Santa Chiara. Eppure questa operazione si inserisce a pieno titolo in un disegno che, da una parte, vuole presentare la città come un luogo che sta rinascendo – addirittura d’avanguardia, e dall’altra prosegue a imporre scelte di alto impatto ambientale. Si pensi alla mancata elettrificazione delle banchine dopo l’arrivo di Costa o, peggio ancora, alla piattaforma Maersk e alle sue dubbie ricadute occupazionali. Tutto questo con la prosecuzione di una politica che punta tutto sul trasporto su gomma, mancando una pianificazione per rendere più efficiente e, soprattutto, veloce, il mezzo pubblico, fornendo quale unica risposta al crescente traffico la realizzazione dell’Aurelia bis, opera senz’altro utile, ma resa zoppa dall’assenza di uno svincolo dedicato all’area portuale.
stoccaggio bitumeSecondo chi si oppone al progetto, i nove depositi – alcuni dei quali sfiorerebbero i 20 metri di altezza – porterebbero a un aumento del traffico pesante fino a 100 camion al giorno, un ulteriore danno ambientale da considerare. L’opera, la cui fase progettuale è partita in sordina nel 2011, dovrebbe prendere il via il prossimo anno, per poi essere operativa nel 2017. Si tratta di un sito industriale talmente impattante da non avere paragoni se non in Australia, nel Nuovo Galles del Sud, dove tra le varie prescrizioni è stato imposta la distanza di almeno un chilometro dall’abitato. I tempi sono quindi veramente stretti per impedire l’ennesimo scempio alla nostra città ed ai savonesi.
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One thought on “Chi salverà Savona dal suo porto?

  1. Forse l’amministrazione comunale dovrebbe pianificare e decidere cosa vole per Savona nei prossimi anni e non continuare a rimanere al soldo dei soliti noti, sventolando ai quattro venti la nostra vocazione turistica ma nei fatti piegandosi al volere di chi veramente comanda in città (per questa partita A.P. e Gavio).
    P.s. non ho ancora visto dichiarazioni del nostro Assessore all’ambiente ma probabilmente mi sono sfuggite.

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