Savona: ma non chiamatela più Festa de L’Unità

di Matteo Lai.

Me lo ricordo, quando il sindaco Gervasio, a capo di una giunta di centrodestra – la destra “ruggente” del 1994, che vedeva comunisti dappertutto – “sfrattò” per un biennio dal Prolungamento la Festa de L’Unità. La soluzione venne rapidamente trovata in uno stabilimento dismesso, la Metalmentron. Qui i militanti, in tempi relativamente brevi, riuscirono a sistemare una parte dell’area e a metterla in sicurezza. Festa_Unità_logoFu una festa – questa sì – quasi d’avanguardia, in quello che poteva essere un esempio di archeologia industriale. La risposta di pubblico fu grande e la giunta, resasi conto che il rimedio era stato peggiore del male, mise rapidamente fine all’esilio.

Oggi quello spazio, occupato da un centro commerciale, potrebbe essere un po’ la metafora di quello che è diventata la sinistra savonese.

Senza arrivare a citare le primissime Feste, al Bosco delle Ninfe, saranno in molti a ricordare come il Priamar fu recuperato – anche se in maniera parziale – alla città con lo svolgimento delle Feste de L’Unità. Magistrale, mastodontica e spettacolare fu quella del 1986, dedicata al Cinema. All’epoca bambino, la ricordo veramente come un evento unico per Savona, occupando un’area che copriva non solo la Fortezza ma anche gran parte, se non tutto, il Prolungamento.

festapdNegli anni, si sa, la crisi della militanza politica e le scissioni dovute ai cambi di linea e di nome hanno visto un numero di stand sempre minore, che proponevano solo sicuri “successi”. La Festa era la fonte primaria di incassi, per il partito, e non erano ammessi azzardi. La scelta del Prolungamento, però, non era mai stata in discussione: solo un anno si decise di trasferirla nell’area della Darsena all’ombra del silos auto (c’era ancora), per dare un segnale ad un’area che stava ripartendo, solo più tardi avremo scoperto come.

L’anno scorso, complici anche i lavori della passeggiata, avevamo assistito alla trasmigrazione della Festa alla Rocca di Legino, tra l’altro tornata a chiamarsi “de L’Unità”, dopo che il buon Renzi aveva trovato che questo brand avesse più appeal del nome “Festa Democratica”, nato nel 2008 con la nascita del Pd.

IMG_0219Quest’anno, invece, scopriamo che la Festa provinciale de L’Unità sarà di nuovo alla Rocca, per di più limitata ai soli giorni di due fine settimana. Sia chiaro: nulla da eccepire né sulla durata né sul posto, ci mancherebbe, ma fino a pochi anni fa così erano organizzare le Feste di Sezione. Quindi, fate un favore a tutti. A chi le Feste de L’Unità le ha vissute e a chi ci ha lavorato: non chiamatele più così. Sì, lo so, per Renzi il marchio è il migliore e rende (anche economicamente) di più. Ma ci sono momenti in cui la visione del presente non è più in linea con i nostri ricordi, con il nostro sentire più vivo.

 

 

 

 

 

 

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One thought on “Savona: ma non chiamatela più Festa de L’Unità

  1. Ho qualche anno più di te. Ricordo che il Priamar nei primi anni ’70 era solo un mucchio di pietre vecchie e non si sapeva bene cosa farne
    Fu grazie al festival dell’Unità e al lavoro dei volontari che si riuscì a renderlo accessibile al pubblico. Avevo una decina d’anni e mettevo piede per la prima volta al Priamar grazie a una festa di partito
    Altri tempi davvero!

    Mi piace

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