Se Vado piange… Voltri non ride

di Osvaldo Ambrosini.

Ormai sono passati anni da quel famoso referendum consultivo, autogol della giunta Giacobbe, che avrebbe dovuto sancire il via libera definitivo – grazie al “SI” della maggioranza dei vadesi – per costruire senza ostacoli la piattaforma Maersk. Nell’immaginario dei promotori sarebbe servito a sgomberare definitivamente il campo dal polverone sollevato dai quei “quattro gatti ambientalisti”, contrari all’avvio dei lavori per il tombamento del mare nella rada di Vado Ligure. no riempimenti VoltriCorreva l’anno 2008 e sappiamo bene che non andò così. Sebbene ad ogni singolo quesito (erano quattro in tutto) fossero proposte risposte multiple, per lo più positive, vinsero i “no” con un ampio margine (60%) e l’esito del referendum, a cui partecipò la metà dei Vadesi – successo superiore alle aspettative -, fu colpevolmente bollato di invalidità. Nonostante non fosse stata fissata in precedenza nessuna soglia minima di votanti, essendosi recato alle urne il 49,82% degli aventi diritto, si disse che non era stato raggiunto il quorum. Risultato accantonato e via.

Effettivamente sarà per il tanto tempo trascorso, sarà per il colpevole immobilismo dell’ultimo biennio della giunta Caviglia (quella che vinse le amministrative proprio grazie ai “moti” anti piattaforma e a quel no! tanto sottovalutato del referendum), che oggi la voglia di lottare dei vadesi sembra essersi perduta. A tal punto che alle ultime amministrative (2014) gli stessi cittadini hanno votato in massa quel Partito Democratico che, sotto mentite spoglie (quelle di una lista civica), si è presentato agli elettori sventolando due grandi bandiere: quella della Tirreno Power e quella della piattaforma Maersk. C’è un tempo per tutto evidentemente, per le proteste, per i sit-in e per metabolizzare sconfitte e imposizioni dall’alto (Autorità Portuale). Oggi evidentemente l’idea di perdere il mare e soprattutto la sua balneabilità – a fronte di un ricatto occupazionale che propone un numero di assunzioni non propriamente chiaro -, non fa più così paura.

No riempimento VoltriI focolai di ribellione civica e pacifica oggi si sono spostati di circa 40 km a levante. Onestamente assistere alla protesta di comitati, associazioni, stabilimenti balneari e liberi cittadini tutti uniti per difendere l’ultima spiaggia rimasta nel ponente genovese, appena fuori dalla diga del porto, può far sorridere chi è abituato a spiagge caraibiche. Invece la questione è drammaticamente seria. Il paventato allargamento della diga foranea del porto Pra-Voltri, ipotesi inserita nel piano regolatore portuale (PRP) ed al vaglio della Regione Liguria, causerebbe l’inevitabile scomparsa dell’arenile.

La manifestazione di domenica 2 agosto sull’ultima spiaggia di Voltri è ammirevole e commuovente nello stesso tempo. La battaglia civile dei cittadini non deve restare inascoltata e non può essere lasciata sola, nonostante il presidente dell’autorità portuale genovese Merlo (marito della consigliera regionale Paita) getti acqua sul fuoco, illustrando che la spiaggia non rischierebbe nulla e che la realtà non è quella descritta dal volantino distribuito alla cittadinanza dai comitati.

spiaggia Voltri 2Può darsi, l’esperienza insegna che quando entrano in gioco interessi economici considerevoli, nessuna spiaggia è al sicuro specialmente quando l’ultima parola spetta alle autorità portuali.

A questo punto due riflessioni. La  prima: se la piattaforma vadese fosse davvero strategica che bisogno ci sarebbe di ampliare il porto genovese? La seconda: il Genova centrismo della paventata Autorità portuale unica della Liguria è già evidente, ancora prima che questo ente nasca.

Resta poi la chiara impressione che la politica ligure sia ormai schizoide. Si parla di sostenibilità e turismo (di vero turismo, non degli “assalti alla diligenza” che le nostre città vivono ogni estate…) solo in campagna elettorale. Il giorno dopo le elezioni tutti, ma proprio tutti, scoprono nuovamente la passione per il mattone e gli insediamenti ad alto impatto ambientale.

Ai cittadini di Voltri va in ogni caso tutto il sostegno.

 

 

spiaggia Voltri volantino spiaggia Voltri volantino spiaggia Voltri 2 volantino spiaggia Voltri 3 porto Genova Voltri-Pra

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One thought on “Se Vado piange… Voltri non ride

  1. “se la piattaforma vadese fosse davvero strategica che bisogno ci sarebbe di ampliare il porto genovese?” Aggiungo io, a chi serve spendere centinaia di milioni di soldi pubblici per fare il terminal containers di Vado visto che il VTE così com’è neppure è a pieno regime e si parla di ampliarlo? #perilponente quante cose si potrebbero invece fare?

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