IPS e Comune di Savona. L’asino va dove lo mena il padrone

di Osvaldo Ambrosini.

Un vecchio detto ci ricorda di come l’asino, famoso per la sua testardaggine, sia solito obbedire agli ordini del padrone. Questo genere di accondiscendenza gli è costata nel tempo l’ingiusta fama di avere scarsa intelligenza. Al contrario il somaro, oltre ad essere un gran lavoratore, è sempre stato utile all’uomo specialmente nel compiere lavori faticosi proprio grazie alla sua fedeltà.

6809561-shrek-and-donkey-wallpaperDurante le pause non c’è neppure bisogno di legarlo basta dare un giro alla cavezza attorno alla siepe più vicina e lui resterà lì immobile in attesa del ritorno del proprietario. Da solo non è in grado di scegliersi neppure la compagna per accoppiarsi, per farlo è necessario che qualcuno lo conduca vicino ad una femmina perché la fecondi, e pare che lo faccia più per dovere che per necessità. L’asino inoltre grazie alla sua fedeltà, tende ad assimilare il carattere e i comportamenti del suo padrone, dettaglio certamente non trascurabile. 

Tutto questo “pippone” sull’asino per arrivare a parlare di IPS (insediamenti produttivi savonesi) che da pochi giorni ha reso pubblico uno studio condotto sulle abitazioni savonesi dal titolo: “Individuazione del patrimonio immobiliare non utilizzato nel Comune di Savona”. Praticamente il Comune di Savona, in qualità di uno dei 22 soci pubblici, affida ad IPS un incarico per “individuare le unità immobiliari non utilizzate site nel Comune di Savona al fine di razionalizzare le attività e le politiche di gestione del territorio”.

IMG_6950Chi pensava finalmente di poter trovare conferme alle teorie che vogliono Savona come una città oppressa dal cemento residenziale e che annovera una moltitudine di abitazioni vuote farloccamente fatte passare per prime case, evidentemente si sbagliava. Per questo studio infatti ci si è serviti “dei dati forniti da Comune di Savona che sono stati integrati, uniformati ed elaborati con dati ISTAT, Agenzia del Territorio, Acquedotto di Savona, ENEL, Italgas e SIATEL”. Insomma incrociare le utenze con le risultanze dei censimenti, dei dati in possesso dall’anagrafe tributaria e quelli forniti dal comune, appare senza dubbio come la costruzione di una rete a strascico perfetta dalle cui maglie difficilmente è possibile sfuggire. 

IMG_6951I risultati dell’analisi fanno emergere un dato importante, sono 35.827 le unità abitative in edifici residenziali nella città di Savona, di cui 2651 dichiarate inutilizzate ovvero soltanto il 7,4% del totale. Ciò nonostante, pur essendo inutilizzate, in queste abitazioni risultano residenti ben 1650 savonesi, distribuiti in 736 abitazioni che però non usufruiscono di tutti i servizi necessari, l’acqua ad esempio risulta allacciata in 1116 di queste, la corrente in 623 e il gas in 529. Fermo restando che indicazioni del Ministero delle Finanze, supportate da precise sentenze della Cassazione, prevedano che tributi come ad esempio la TARI siano dovuti in ogni modo allorquando l’appartamento risulti arredato oppure anche quando sia in essere almeno uno dei servizi considerati indispensabili (acqua, luce, gas), per tanto ci si augura che questo studio sia servito agli uffici comunali almeno per recuperare in futuro eventuali finti esenti o evasori totali. 

IMG_6952Appare evidente che la semplice residenza di una persona all’interno di una abitazione, nella quale risultino attive le utenze, non possa essere considerata di per se come “la prova provata” che l’abitazione sia realmente utilizzata. Duole rilevare come lo studio svolto sia probabilmente prodromico a questa amministrazione per dimostrare, dati alla mano, che nella nostra città ci sia quasi l’urgenza di realizzare nuove residenze. Occorre purtroppo ricordare come la normativa vigente non impedisca, ad esempio a due coniugi, di risiedere legalmente in abitazioni differenti, così come non lo vieti neppure ad appartenenti della stessa famiglia (esempio figli senza reddito di professione studenti). Inoltre dallo studio non si evince in quale modo i consumi delle utenze siano stati considerati o se sia stato tenuto conto delle quantità consumate. Insomma sfuggono dettagli più che mai importanti che svelerebbero invece il reale utilizzo delle abitazioni e non soltanto quello formale, utile esclusivamente per aggirare tassazioni superiori previste per abitazioni non considerate prima casa. 

SHREK 2, Shrek, Donkey, 2004, (c) DreamWorks/courtesy Everett Collection

Ritornando quindi alla questione iniziale, lo studio svolto dall’IPS, di cui se ne sentiva effettivamente un gran bisogno, posto in questi termini sembrerebbe quasi aver ricevuto precisi input dall’Amministrazione comunale, un po’ come fa il contadino col proprio asino. Insomma la direzione la indica il padrone, mentre il lavoro faticoso, ovvero addomesticare la realtà fornendo dati quanto meno discutibili, cosa non semplice, lo fa IPS. Poi ci sono tutti quegli altri aspetti dell’asino sopra descritti, con cui ci si può divertire a ritrovare altre somiglianze, ma questa è un’altra storia.

 

 

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