“dECOdance”: quando la sinistra non ha più niente da dire tira fuori l’ecologia

di Osvaldo Ambrosini.

Il ministro dell’ecologia francese Ségolène Royal annuncia in una trasmissione di France 2 una nuova misura anti smog ideata dal governo. Tutti quelli che rinunceranno alla loro automobile per gli spostamenti casa-lavoro-casa utilizzando una bicicletta verranno rimborsati con 25 centesimi al chilometro.

lavorare in biciIl problema interessa soprattutto i grandi i centri urbani, specialmente Parigi, metropoli sempre più oppressa dal traffico e dall’inquinamento. Insomma 25 centesimi possono apparire pochi ma – calcolando una distanza media ragionevole che possa essere coperta anche dai meno allenati, diciamo una decina di chilometri circa tra andata e ritorno – un francese potrebbe portarsi a casa all’incirca 2,5 euro al giorno che in un mese lavorativo medio di 25 giorni diventerebbero circa 62,5 euro, un’indennità di tutto rispetto specialmente per un dipendente con busta paga medio bassa.

IMG_0527Divertente sarebbe immaginare una misura del genere applicata al nostro paese. Oltre a riscoprici immediatamente come un popolo di ciclisti (oltre che santi, poeti e navigatori) molti di noi diventerebbero come Boldi e Pozzetto nel film “Di che segno sei” in cui, entrambi pendolari, si spostavano da casa alla stazione in bicicletta trasformando il tragitto in un autentico “tappone” del Giro d’Italia con tanto di testa a testa, accuse di doping e relative polemiche.

article-2E poi: come verrebbe controllato l’effettivo utilizzo della bicicletta al posto dell’auto? Immagino i più furbi pronti a caricarsi la bicicletta nel bagagliaio, salvo fermarsi ad una distanza ragionevole dal posto di lavoro, per poi completare il tratto finale sulle due ruote fingendo anche di essere affaticati.

Dal momento che i politici non sono che l’espressione della volontà popolare e quindi non soltanto ci assomigliano ma ci conoscono benissimo, sanno bene che in Italia qualcosa del genere non funzionerebbe.  Ciò nonostante i temi sull’ecologia restano argomenti caldi anche per la nostra sedicente sinistra. E allora in un periodo di tagli alla spesa quando la propaganda elettorale non può più contare su colpi ad effetto come ristrutturazioni, asfaltature, ripristino di vecchi edifici, aumento delle risorse per il welfare, aspettiamoci qualcosa che abbia a che fare con la natura, la pulizia e l’aria pulita. Tutti slogan non divisivi che trovano facili consensi.

Chissà che allora a qualcuno dalle nostre parti non venga in mente di organizzare qualche giornata di volontariato urbano per ripulire una spiaggia, un bosco o – perché no – un antico parco di Savona da troppo tempo abbandonato.

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