Nel Senato renziano la Liguria non esiste (quasi)

di Matteo Lai.

Tra i vari orrori che la controriforma costituzionale sta per sfornare, ce n’è uno che sta passando inosservato. La sforbiciata al numero dei senatori interesserà, come ovvio, tutte le regioni, ma alcune saranno maggiormente penalizzate di altre. Tra queste la Liguria. Con una popolazione pari a circa il 2,6% del totale, infatti, la nostra regione esprimerà solo due senatori, così come altre realtà con un numero di abitanti non troppo dissimile. Considerando che il numero totale dei membri di questa Camera sarà portato a 100, alcuni potrebbero dire che i rappresentanti attribuiti alla Liguria sono congrui.

riforma-del-senato-regioni

distribuzione senatori prevista dalla riforma Renzi

Però. Già, perché abbiamo un grande però. Considerato il passaggio da 8 a 2 senatori, per i liguri, ci troviamo di fronte a una Valle d’Aosta che li raddoppia, passando da 1 a 2, e ad un Molise che ne mantiene lo stesso numero (ovvero due), con una popolazione pari, rispettivamente, allo 0,2% e allo 0,5% di quella italiana. E le incongruenze continuano. Il Trentino Alto Adige (1,7% della popolazione nazionale), ottiene 4 senatori, due per la provincia autonoma di Trento e due per quella di Bolzano.

A rendere la vicenda ancora più grottesca c’è il fatto che il presidente della Repubblica mantiene il potere di nomina di ben 5 senatori, stesso numero odierno. Si facciano i dovuti raffronti: oggi i membri del Senato sono 315, in futuro saranno 95, a cui andrà sommata la cinquina presidenziale. In pratica un solo uomo conterà più del 5% della popolazione italiana. Eppure sarebbe bastato non essere degli analfabeti completi, in campo costituzionale, per ricordare che il potere di nomina senatoriale da parte del capo dello Stato, già dibattuto aspramente in Assemblea costituente, era stato creato per mantenere, in forma ridotta e debitamente moderata, la stessa potestà che prima aveva il re nel designare (tra l’altro interamente) i componenti della seconda Camera. Una scelta che, se all’epoca poteva essere dettata da motivazioni storiche e politiche, oggi appare completamente fuori da ogni logica, ad eccezione di quella che punta a ridurre ulteriormente gli spazi di democrazia.

circoscrizioni elettorali senato

attuale distribuzione  senatori

Stupisce che in molti si siano indignati – giustamente! – per il sistema di nomina di senatori che Renzi, Boschi & co. hanno immaginato, mentre nessuno abbia puntato il dito sull’incongruenze della ripartizione territoriale. Non lo ha fatto la minoranza Pd, così come non lo hanno fatto le opposizioni di sinistra, di destra o grilline. Non lo hanno fatto gli organi di stampa, né quelli più accondiscendenti con il renzismo né quelli che si disegnano come “cani da guardia” della democrazia. Ma, soprattutto, non hanno gridato allo scandalo i rappresentanti liguri in parlamento, coloro che stanno votando la (contro) riforma costituzionale e che dovrebbero essere i più attenti osservatori e difensori degli interessi della Liguria e dei suoi abitanti. Eppure nessuno di loro ha fatto notare che la nostra regione, per Renzi, “vale” come una provincia autonoma o come territori che hanno un decimo dei nostri abitanti. Complimenti a tutti.

composizione senatori

 

 

 

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