Pesti…amoci sul pesto

di Matteo Lai.
Partiamo da un presupposto. Ormai l’editoria online fa la gara a chi la spara più grossa. Notizie inventate, oppure ritagliate a bella posta per indignare o stupire, oppure ancora ingigantite. Insomma: chi più ne ha più ne metta. Il tutto fatto apposta per guadagnare, dal gonzo di turno, un click in più. Ebbene, a questo giro anch’io mi sono prestato a questo giochetto, tanta è stata la mia indignazione per la pseudo notizia.

wiredNon si parla di politica né di massimi sistemi. Si parla di cucina ligure. Sta infatti girando su internet e su facebook un articoletto dal simpatico titolo “Mangiare il pesto è roba da matti”, in cui si spiega come la nostra salsa cagioni un danno ambientale enorme. Per colpa dei pinoli. Il “pezzo” è comparso su Wired, giornale sconosciuto ai più.

Nell’articolo – che non vi linkerò per evitare che diate visibilità a una roba indecente – si consiglia di sostituire i carissimi pinoli con le noci, un cambio che sostiene la giornalista (?) può avvenire “senza grandi perdite di gusto”. Non abbastanza appagata di questa eresia, la nostra novella esperta in gastronomia si lancia oltre, dando un esempio plastico del fatto che se errare è umano, perseverare è diabolico. “Tutta la frutta secca si presta all’uso, anzi una ricetta vegana che adoro […] suggerisce di eliminare non solo i pinoli, ma anche il parmigiano”. E l’aberrazione prosegue: “In un’altra variante vegan si possono mettere gli spinaci crudi al posto del pesto”. E no. Quel che è troppo è troppo. Già gli spinaci nel pesto sono uno schifo, ma definire “pesto” il basilico è un crimine, con l’aggravante che questo immondo pastone venga addirittura definito “buonissimo”.

IMG_0873L’autrice del pezzo dà il meglio di sè quando commenta i danni alle foreste di pini. “Gli animali che si nutrivano di pinoli oggi attaccano l’uomo”. Lo scoiattolo killer non si era ancora visto.

Capiamoci. Tutto ha un costo ambientale. Tuttavia non credo che l’uso, anche smodato, di pesto possa portare allo scioglimento dei ghiacciai. L’intero articolo mi pare – sicuramente sbagliando – un magistrale esempio complottista-modaiolo-iosichefacciobene. Poi sono un animo sensibile. Avendo scoperto poco tempo fa l’esistenza dei fruttariani-crudisti, ho creduto a lungo che fossero una di quelle sette i cui componenti si suicidano in massa, credendo all’imminente fine del mondo. Aver scoperto che non è così mi ha turbato profondamente. Oggi apprendere che c’è gente che nel pesto mette noci e spinaci, eliminando il parmigiano, potrebbe anche darmi la mazzata finale.
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