Liguria, Minzolini non abita più qui

di Osvaldo Ambrosini.

Gennaio 2013. All’alba della preparazione delle liste elettorali in vista delle ultime elezioni politiche, Silvio Berlusconi annunciò tra lo stupore generale: “Fuori gli indagati dalle liste”. Dopo l’inevitabile risata iniziale, scaturita da quella che sembrava una delle tante battute dell’ex premier, si comprese tuttavia come non si trattasse di uno scherzo.

IMG_1118La linea dura contro i così detti “impresentabili” scatenò inevitabilmente numerose proteste all’intero dell’allora PdL, al punto tale che molti pezzi da 90, indagati, rinunciarono volontariamente ad una candidatura per evitare di essere indicati come i responsabili di una eventuale sconfitta. Tra di loro personaggi del calibro di Marcello Dell’Utri, Marco Milanese e del ligure Claudio Scajola.

Occorre sottolineare come persino il partito di Berlusconi restò molto condizionato dal clima di quel periodo in cui il “rottamatore”, Matteo Renzi, annunciava trasparenza facendo credere di voler far piazza pulita all’interno del suo partito dei vecchi dinosauri della politica (Veltroni e D’Alema su tutti), mentre con fervore savonaroliano Grillo e i suoi segugi si scagliavano contro la presenza di indagati nelle liste.

IMG_1117In un clima già piuttosto surriscaldato, la scelta di candidare Augusto Minzolini come capolista al Senato della Repubblica nel seggio della Liguria fu il detonatore che fece esplodere la protesta all’interno del centrodestra ligure. Imporre dall’alto un “foresto” come Augusto Minzolini, fedelissimo del capo, è stata una scelta che probabilmente è costata cara in termini di consensi al partito dell’ex Cavaliere. L’allora ex sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato, trovò la decisione inaccettabile minacciando le dimissioni da primo cittadino, nella sua protesta ebbe il sostegno di Angelo Vaccarezza – all’epoca dei fatti Presidente della Provincia di Savona – e di molti altri esponenti locali del PdL della Liguria. Tutti concordi nel ritenere che quel posto dovesse essere riservato ad un ligure, tenuto conto soprattutto delle già ridotte possibilità di eleggere parlamentari provenienti dalla nostra regione, come dargli torto. Lo stesso Sandro Biasotti, per il quale un posto al sole era stato garantito, non fu in sintonia con la scelta del partito. Assistemmo a quella che venne definita come la rivolta degli scajolani all’interno del partito di Berlusconi.

IMG_1119Tuttavia per l’ex direttore del TG1 era urgente riservare però un posto sicuro in parlamento, una sorta di ricompensa per il lavoro svolto alla guida del principale telegiornale nazionale nei circa due anni di conduzione in cui aveva sempre difeso il numero uno del centrodestra con memorabili ed altrettanto imbarazzanti editoriali, al punto tale da guadagnarsi l’appellativo “scondinzolini”.

La necessità era resa ancor più improrogabile poiché in capo all’ex direttore del TG era già stato avviato un procedimento penale per peculato, accusa presentata dal CdA RAI relativamente ad un uso spavaldo della carta di credito aziendale (circa 65 mila euro di spese non giustificate). Dai fatti contestati ne scaturì infatti il licenziamento e a nulla servì la restituzione, tardiva, del danaro all’azienda da parte del – nel frattempo eletto – senatore “ligure”. Insomma il salvifico paracadute dell’immunità parlamentare allacciatogli sulle spalle con sufficiente anticipo sarebbe servito anche per questo? Probabilmente si. Nel corso del tempo la sentenza di assoluzione emessa in primo grado fu ribaltata in appello, confermata pochi giorni fa in Cassazione. Sentenza conclusiva a cui sono stati aggiunti sei mesi alla condanna di due anni ricevuta in appello. Sei mesi extra sufficienti a far guadagnare a Minzolini la decadenza dall’incarico di parlamentare perché ricadente dalla previsione legislativa della Severino.

Oggi, a quasi tre anni di distanza, si consuma la vendetta degli scajolani. Mai scelta fu più sbagliata che candidare Minzolini in Liguria. All’ex direttore del TG1, licenziato anche dalla RAI, verrà trovato probabilmente un posto in qualche azienda dell’ex Cavaliere, per la Liguria invece bisogna registrare l’ennesima sconfitta del primato della politica sugli interessi personali.

 

IMG_1115

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...