I Fantastici 4, Italian edition

di Osvaldo Ambrosini.

Direttamente dagli Stati Uniti e dai personaggi della Marvel Comics, la Mervel Entertainment, famosa casa cinematografica specializzata nella produzione di super eroi, porta sui nostri schermi la versione prodotta unicamente per il mercato italiano: il sequel de “I fantastici 4”, il film annovera questa volta tra i protagonisti quattro personaggi apparentemente normali che, una volta investiti da incarichi di governo, oltre a godere dei numerosi privilegi previsti, si pregiano anche di dileggiare i giovani e quindi il futuro del nostro paese.

Con prove di coraggio senza precedenti i nostri eroi dall’alto delle loro posizioni amano far parlare i media con sparate tipiche di chi all’interno del palazzo perde completamente il contatto con la realtà. I quattro supereroi della spacconata non agiscono mai contemporaneamente ma diluiscono nel tempo, per fortuna del pubblico, gli effetti dei loro super poteri.

padoa schioppaIl primo ad entrare in azione è il ministro dell’Economia del secondo Governo Prodi, Tommaso Padoa Schioppa che, nell’ottobre del 2007, tuona contro le famiglie italiane al grido: “Mandiamo i bamboccioni fuori di casa!”. Il dito è puntato contro quei giovani over 30 ancora in casa con in genitori. Chissà cosa direbbe oggi, se fosse ancora vivo, visto che i bamboccioni di allora sono cresciuti e molto spesso da casa non sono mai riusciti ad andarsene, non per scelta ma perché da sempre precari o peggio ancora disoccupati.

Il secondo super eroe narrato nel film è una donna, probabilmente il Ministro del Lavoro più “amato”: Elsa Fornero, nominata ai tempi del governo tecnico Monti, quello nominato dalla BCE per capirci. Un personaggio che passerà alla storia per aver riportato nel lessico corrente una parola ormai desueta dai tempi degli esodi degli italiani dai territori istriani e della regione giuliano-dalmata, avvenuti alla fine della seconda guerra mondiale.

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero, ritratta durante la conferenza stampa, oggi 04 dicembre 2011, a Roma. Le misure in materia previdenziale contenute in manovra si basano sul principio della "flessibilità nel pensionamento". Lo ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero, definendo "paradossale che lo Stato, che non ci dice quando dobbiamo comprare casa, sposarci o fare figli, ci dica però quando dobbiamo lasciare il lavoro". ANSA/CLAUDIO ONORATI

Stavolta il termine perde quella brutta accezione negativa di un tempo quando veniva accostato agli spostamenti forzosi della popolazione da un territorio ad un altro. Descriverà grazie a lei la felicità dei lavoratori di trovarsi in una posizione precaria perché messi a riposo, a seguito di accordi stipulati con il datore di lavoro, ma che alla luce della riforma previdenziale targata Fornero non hanno un’età sufficiente per poter percepire una pensione o neppure qualsivoglia sostegno economico previsto dagli ammortizzatori sociali. Un super potere di far tutti felici unico ma c’è di più, il colpo di scena nel film avviene quando la nostra paladina nell’ottobre del 2011, in un contesto segnato da una crisi economica mondiale senza precedenti, accusa i giovani di essere troppo “choosy” – troppo schizzinosi – di fronte ad offerte di lavoro, sostiene insomma che i ragazzi non sono in grado di sapersi adattare di fronte alle numerosissime proposte di lavoro.

Michel MartoneCon lei interviene quasi contemporaneamente il terzo super eroe del film, il Vice Ministro del Welfare, sottosegretario Michel Martone, che nel gennaio del 2012 definisce sfigati tutti quelli che alla soglia dei 30 anni non hanno ancora conseguito una laurea.

L’ultimo super eroe a comparire è l’attuale Ministro del Lavoro Poletti grande sostenitore del 18, in cortile, come voto medio degli esami all’università. Grazie ai suoi super consigli i giovani universitari italiani non avranno bisogno di studiare molto per preparare un esame, sarà sufficiente il minimo dei voti e laurearsi a 20 anni, pazienza se poi nessuna azienda sarà interessata al tanto sospirato pezzo di carta, già oltremodo svalutato.

22/02/2014 Roma, Arrivi dei ministri per il giuramento al Quirinale. Nella foto l'arrivo del ministro del Lavoro Giuliano Poletti

Beato il “fantastico compagno” Poletti che dall’alto della sua poltrona può permettersi, dopo aver avallato qualsiasi nefandezza del jobs act, di raccontare che un buon voto di laurea conti poco, proprio lui che non ne ha avuto bisogno.

L’atmosfera onirica del film si conclude con un fortissimo suono di sveglia. I milioni di giovani che avevano creduto nell’intervento salvifico dei 4 super eroi capiranno che per cavarsela nella vita sarà sempre meglio evitare di ascoltare i dispensatori professionisti di consigli sulla vita degli altri.

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