Il canto di Natale del PD savonese

di Billy the Kid.

Ho fatto un sogno. Ho sognato gli esponenti del Pd, quelli che in questi ultimi vent’anni hanno avuto un qualche ruolo all’ombra della Torretta, riuniti intorno al tavolo di una trattoria. L’argomento erano le prossime amministrative. La discussione era piuttosto infervorata, con gli aspiranti candidati sindaco si lanciavano le accuse più disparate: chi era accusato di essere un “parvenu” della politica, chi invece era visto come un personaggio da sempre in cerca di una posizione senza però esserci mai riuscito, chi era additato come uno dedito a saltar sul carro del vincitore, chi deriso per le proprie scarse capacità, chi era mostrato agli altri come uno senza rispetto per la propria storia personale… i nomi, chiedete? Ah ma era un sogno… i volti erano in ombra… e poi ognuno può decidere a quali facce abbinare, o meno.

kermitLa discussione sembrava poi quasi degenerare nel momento in cui intervenivano gli aspiranti assessori. Non vi dico le liti! A un certo punto, però, un ometto in fondo al tavolo, poco considerato da tutti e, fino a quel momento, in silenzio, zittiva tutti: “Continuiamo così, facciamoci del male… decidete quello che volete, tanto alle prossime elezioni non vinceremo mai. Stiamo consegnando l’amministrazione ai Cinque Stelle”. D’improvviso, tutti erano ammutoliti. “Volete un consiglio?- proseguiva poi l’omarino – ritiratevi tutti. Lo ‘zoccolo duro’ non esiste quasi più manco a Savona: non lo ha eliminato solo il tempo, ma anche le vostre continue prese di distanza dalla ‘vecchia sinistra’. Le continue polemiche, l’indecisione sulle scelte strategiche, la cementificazione degli ultimi vent’anni, hanno fatto il resto. Un tempo la partecipazione era il nostro cavallo di battaglia. Ora le decisioni passano sopra le teste non solo dei cittadini, ma dello stesso partito. Progetto Bofil, Crescent 1 e 2, la piattaforma di Vado, il bitume in porto… tutte cose di cui non si è parlato e che sono state vendute come manna per la città”.

images (1)Tensione e silenzio erano palpabili. “Non volete dare la città in mano ai grillini? Sapete cosa fare. Rottamatori e rottamati, pseudo novità con vent’anni di politica alle spalle e giovani già vecchi. Pescate nel meglio della società civile savonese: la conoscete e, quando vi fa comodo, la frequentate. Potrete supportarla con i vostri consigli e la vostra  esperienza, ma stando fuori”.

imagesDopo qualche lunghissimo minuto, l’aspirante candidato sindaco più “papabile” si alzava: “Hai ragione. Un passo indietro è quello che che farò”. Un lungo, liberatorio applauso accoglieva le sue parole, con i vari esponenti che si dicevano concordi e brindavano al nuovo corso. Poi… …poi mi sono svegliato. E ho scoperto che tutto è come prima. Dove anche i personaggi più improbabili credono di poter correre, magari con la speranza di ottenere alle primarie un buon piazzamento è un posticino da assessore. Signore e signori, le elezioni amministrative di avvicinano: il Gran Varietà democratico ha inizio!

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