Squalificate Mancini

di Osvaldo Ambrosini.

Se la nostra società fosse diversa, se la nostra cultura fosse un po’ più anglosassone e meno influenzata da atavici retaggi paternalistici che tendono a giustificare ogni cosa, se la nostra scuola avesse la capacità e la forza di insegnare una materia dimenticata come l’educazione civica e se le nostre famiglie imparassero a collaborare con gli sforzi educativi dei maestri e dei professori, sempre più soli contro il resto del mondo, invece di esserne spesso i principali antagonisti, allora forse, e sottolineo forse, potremmo dare ragione all’allenatore dell’Inter, Mancini. 

mancini sarriPurtroppo l’Italia non è ancora questa e forse non lo sarà mai. La falsa idea di europeizzare la nostra cultura e quindi migliorarla sta subendo un percorso inverso, rischiamo noi di contagiare, italianizzandoli, alcuni popoli sani, o per lo meno migliori di noi dal punto di vista della tolleranza, del rispetto delle minoranze e di tutto ciò che è diverso.

Per questo l’allenatore del Napoli, Sarri, ha ragione nella polemica con Mancini. Non a caso il presidente di tutto il movimento calcistico italiano, Tavecchio, si è reso famoso per parole razziste e omofobe. In qualunque altro paese sarebbe stato costretto a vergognarsi immediatamente e a dimettersi un minuto dopo. Invece da noi non solo resta saldamente alla guida della FIGC, ma la stessa federazione decide di acquistare 20 mila copie di un libro dal titolo “Ti racconto… il calcio”, una raccolta di storie per bambini scritta anni fa dallo stesso Tavecchio, per essere regalato ai giovani calciatori.

mancini sarri 2Per la proprietà transitiva, quindi, anche l’allenatore Gasperini ha sbagliato a fare nomi e cognomi di chi, secondo lui, trova visibilità solo quando il Genoa perde. Non avrebbe dovuto perché il manuale della sottocultura italica lo vieta espressamente classificando comportamenti simili sotto la voce: spioni, chiacchieroni, o meglio ancora infami.

L’idea che certe discussioni debbano restare sul campo di calcio, guai a farle diventare pubbliche, o che contro la tifoseria organizzata sia sempre meglio non schierarsi, sono gli esempi autorevoli che generano il bullismo negli adolescenti, responsabile di soprusi e vessazioni verso i più deboli a cui gli stessi adulti spesso suggeriscono che sarebbe meglio non denunciare.

 

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