Comunali Savona, non è un concorso di bellezza

di Osvaldo Ambrosini.

Con le amministrative alle porte, Noi per Savona è stata la prima lista a diffondere nomi e i volti degli aspiranti consiglieri comunali che sosterranno la candidatura a sindaco di Daniela Pongiglione. Una lista realmente civica, probabilmente l’unica, sostenuta anche dai Verdi.

Daniela PongiglioneAlla ex professoressa Pongiglione, seduta ai banchi della minoranza in questo consiglio comunale in scadenza di mandato, va riconosciuto il merito di aver portato alla luce numerose contraddizioni di questa amministrazione, su tutte l’affaire bitume e gli accordi con l’autorità portuale, con annesse retromarce e arrampicate sugli specchi a dir poco imbarazzanti dell’attuale giunta. Un ruolo, quello di consigliera di minoranza, svolto per cinque anni con competenza e passione.

Una squadra composta da 32 candidati per una sfida, quella di conquistare il palazzo comunale, che appare impossibile in una terra, quella savonese da (quasi) sempre amministrata dalla sinistra, in una regione da poco ritornata in mano al centrodestra, in cui il Movimento Cinque Stelle è ormai il secondo partito.

Eppure la presenza di Noi per Savona, che toglierà più di un voto ai grandi partiti, non deve essere molto gradita agli avversari al punto tale che la pubblicazione della foto dei “Pongiglione’s boys”, oltre a far recuperare una figuraccia ad un (autorevole?) esponente del PD piemontese che definisce storpio uno dei candidati in carrozzina, ha ricevuto più di una critica estetica. Per gli “esperti” della politica insomma i candidati non sono sufficientemente belli.

secolo Noi per SavonaEvidentemente non poteva non lasciare strascichi negativi il ventennio berlusconiano che ha posto al centro di ogni cosa il valore assoluto della bellezza. Demolito quindi il detto l’abito non fa il monaco, abbiamo nel tempo potuto osservare soprattutto un centrodestra composto da uomini e donne sempre ben vestiti, con barbe curate e capelli in ordine, magari tinti per meglio bluffare sull’età, donne sempre più giovani e avvenenti. Significativa in questo senso la battuta di un Silvio in versione macho man contro Rosy Bindi: “lei è più bella che intelligente”.

Probabilmente oggi siamo di fronte ad autentico cambiamento antropologico, la percezione del politico ideale deve corrispondere in primo luogo a determinati canoni di bellezza: il renzismo oggi ne rappresenta la naturale prosecuzione. Stereotipi e pregiudizi hanno troppe volte premiato i più avvenenti anche se spesso non coincidevano con i più capaci.

Occorre ritornare a considerare il valore delle persone senza essere condizionati da presunti concorsi di bellezza che non fanno parte, o meglio non dovrebbero, di una campagna elettorale. Soltanto liberandoci dalla suggestione pregiudiziale delle immagini saremo in grado di dare una valutazione seria dei candidati che ci verranno proposti.

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