Candidati a loro insaputa: cronaca di un confronto

di Osvaldo Ambrosini.

Probabilmente, solo qualche mese fa’ nessuno dei ‘magnifici 7’ avrebbe mai immaginato di ritrovarsi candidato sindaco di Savona. La scelta di ognuno è poi dipesa da vari fattori: voglia di far qualcosa per la propria città, sicuramente, ma anche ordini di scuderia, ambizione personale, diktat di partito ed anche, perché no, convinzioni ideali e ideologiche.

imageBarisone, candidato per il partito comunista dei lavoratori, è forse l’unico tra i presenti a credere ancora in una politica fatta di ideali che pongano la società al centro e non il singolo individuo, con i suoi egoismi. Se non vivessimo in uno dei peggiori momenti del capitalismo liberista e parole come solidarietà, lavoro e diritti fossero ancora di moda, probabilmente avrebbe ottime chances. Ma la realtà dice che le possibilità che possa vincere sono le stesse che ha il Verona di restare in serie A. Nonostante tutto, nel dibattito non sfigura e regge bene il confronto. Voto: 6, di incoraggiamento

imageRavera arriva da una stagione politica un po’ controversa, la sua decisione di correre contro il partito democratico, ex alleato nelle scorse amministrazioni, sembra dipendere più dall’esito delle primarie del Pd che da una scelta motivata. Probabilmente se avesse vinto Di Tullio saremmo qua a raccontare un’altra storia. Sicuramente Rete a Sinistra non gli permetterà di diventare primo cittadino neppure con un colpo di Stato, tuttavia il suo essere ironico e brillante gli farà portar via una buona dose di consensi a sinistra del Pd. Voto: 6,5, simpatico.

imageDiscorso simile per Frumento, consigliere uscente. Sostiene, pur avendo fatto parte insieme al Pd della maggioranza in consiglio comunale, di essere sempre stato molto critico di fronte a moltissime scelte non condivise come il bitume. Non si capisce da cosa fosse stato trattenuto al punto da non essere mai riuscito a rompere quell’alleanza. Ora però sceglie di correre da solo e i maligni insinuano che il lavoro più difficile sia stato riuscire a reclutare 32 candidati da mettere in lista. Lui sostiene il contrario, le difficoltà maggiori pare siano state invece selezionare solo i 32 più meritevoli su una platea evidentemente ben più numerosa. Vorremmo credergli, tuttavia il timore è che i suoi elettori saranno poco più dei candidati. La doppia preferenza, tuttavia, dovrebbe permettere di non creare troppi malanimi, distribuendo almeno a ciascuno un voto. Il concetto “una testa, un voto” non era però da intendersi così. Voto: 5,5, cunfusiun.

imageSulla Pongiglione, candidata di Noi per Savona, lo ammetto sono un po’ di parte, non perché la conosca, semplicemente perché ha dimostrato in questi lunghi anni di opposizione di saper guardare le mani del croupier mentre velocemente distribuiva le carte, smascherando vecchi trucchetti o piccoli inganni. Pur tuttavia, amministrare una città è cosa diversa e il salto – già di per sé improbabile – potrebbe essere veramente mortale: già la vicina Vado Ligure ha dimostrato quanto sia difficile amministrare un comune, sebbene più piccolo di Savona, senza avere l’appoggio dei cosìddetti poteri forti e un partito alle spalle. Ma a lei, a differenza di Caviglia, non mancherà il coraggio. Voto: 7, di stima.

Diaspro M5S SavonaDiaspro attendeva come tutti i grillini che la democrazia dal basso si esprimesse online per votare il candidato ideale. Invece il suo nome è probabilmente uscito da un direttorio savonese che ha escluso la base, evidentemente poco affidabile. Pur tuttavia nonostante si presenti molto bene, rischia di essere ricordato come il gentiluomo così gentile che finisce per non essere notato abbastanza, vuoi per il tono di voce monocorde, vuoi per quella eccessiva educazione che in un confronto politico spesso non paga. Ci si aspettava un guizzo in più, ma forse il dibattito non è il suo terreno ideale. Sicuramente sarà più bravo nella pratica che a parole e ai tempi d’oggi non è poco. Voto: 6,5, manca poco alle elezioni, può far molto di più.

imageCristina Battaglia non più tardi di 5 mesi fa non avrebbe mai pensato di tornare a vivere a Savona dopo 20 anni trascorsi da genovese, figurarsi se avrebbe immaginato di tornare giocandosi (con ottime chance di vittoria) il posto da primo cittadino. Ma la pensata dei big del Pd ligure e nazionale tra cui Renzi in persona, il mai tramontato Burlando e il feudatario renzista locale Briano, hanno colto tutti di sorpresa: perfino lei probabilmente. Liquidato alle primarie l’avversario interno Di Tullio, si appresta a superare l’ostacolo più grande, che si chiama scetticismo dei savonesi. Non tanto nei suoi confronti, che anzi appare molto preparata e capace, ma riguardo a ciò che rappresenta il Pd a Savona. Bitume, carbone, autorità portuale, erosione spiagge, margonara, crescent2, valorizzazione del priamar, turismo, cantieri Solimano, aumento della Tasi, sono temi caldi che solo la memoria di un pesce rosso potrebbe far dimenticare ai savonesi. Riuscirà la sua bravura e competenza a coprire come un tappeto tutto quello che si nasconde sotto? Si vedrà, nel frattempo al confronto per capacità non ha avuto rivali. Voto: 7,5, resta il dubbio sulla memoria dei savonesi.

imageDiscorso simile per la Caprioglio, per lo meno riguardo al suo reclutamento. La candidatura anche in questo è stata scelta a tavolino, evidentemente il materiale a disposizione non convinceva abbastanza e come sempre accade in questi casi ci si rifugia nella società civile. Le malelingue sostengono che a sceglierla sia stato niente meno che Pasquale, pallone d’oro delle poltrone savonesi. Comunque sia andata i big del centrodestra confidano in lei. In platea c’erano tutti, persino Scajola senior. Durante il confronto oltre ad una innegabile ottima presenza ed un buon eloquio da segnalare tre topiche clamorose: 1. il porto savonese darebbe occupazione a circa 8000 savonesi (indotto compreso) 2. i lavoratori Tirreno Power, se dovessero restare a casa anche un solo giorno, perderebbero i contributi previdenziali di un’intera vita lavorativa 3. il campus universitario savonese è stato realizzato grazie all’unico sindaco di centro destra Gervasio. Voto: 5,5 da rivedere, non tanto lei ma chi la istruisce.

In conclusione la sensazione, nonostante le claque non manchino mai, è che il ballottaggio sarà inevitabile. Da una riconferma del Pd ad un epilogo in stile regionali liguri dello scorso anno, tutto è possibile. Perfino che il M5S vinca al ballottaggio, usufruendo dei voti degli esclusi. Tutto dipenderà da come sarà giocato il finale di campagna elettorale dai protagonisti.

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