L’uomo alle Manie, una presenza antica

di Matteo Lai.

Se cerchiamo tracce delle più antiche presenze umane nel Savonese, sicuramente le Manie sono il luogo ideale per trovarle. La grotta dell’Arma delle Manie conserva manufatti e insediamenti umani dell’uomo di Neanderthal, risalenti all’età musteriana, nel paleolitico medio.

arma delle manie grotta interno 2La grotta, adibita a deposito agricolo e stalla, vede per la prima volta una campagna di scavi archeologici regolare ed organizzata a partire dagli anni Sessanta. Sebbene gli strati più superficiali del terreno fossero stati asportati nel tempo, probabilmente per scopi agricoli, sono comunque stati rinvenute tracce che testimoniano la permanenza dell’uomo anche nel paleolitico superiore.

La zona, tuttavia, è sempre rimasta abitata dall’uomo, così come lo è ancora oggi. Lo testimoniano le case di epoca medioevale che sorgono sopra la volta della grotta, che sembra quasi formare un ponte.

13162339_1699911703612375_1544108400_nUlteriori tracce della presenza umana si trovano nella non distante Grotta delle Fate (o delle Faje), lungo il sentiero che porta in Val Ponci. I primi ad esplorare questo sito con finalità archeologiche, alle fine dell’Ottocento, furono il capitano ed avventuriero genovese Enrico D’Albertis e Arturo Issel. Gli oggetti rinvenuti hanno portato a individuare ad una presenza umana più recente e sporadica rispetto a quella dell’Arma della Manie (vero e proprio insediamento neanderthaliano), risalente ad un’epoca compresa tra il paleolitico superiore ed il neolitico. La grotta, tuttavia, sarebbe stata un vero e proprio cimitero dell’orso delle caverne. Già Issel infatti scriveva: “Le ossa raccolte fino al 1887 dai miei amici e da me sono in numero di oltre 1500 e si riferiscono in gran parte al genere Ursus. Esse appartengono almeno ad una cinquantina di individui d’ogni età”.

Oltre all’uomo e all’orso delle caverne, gli scavi archeologici compiuti nelle varie aree della zona hanno permesso di scoprire che le Manie, hanno visto una presenza importante di animali come il cervo, il cinghiale e capriolo, che ancora oggi frequentano l’altipiano visto l’ambiente boscoso, ma anche di lupi, renne, stambecchi. Addirittura, in periodi caratterizzati da clima tropicale (e testimoniati tra l’altro dalla presenza delle caratteristiche “terre rosse”, formatesi in seguito alla degradazione dell’acqua sui calcari, grazie a un clima particolarmente caldo) è stata verificata la presenza del rinoceronte di Merck. Animali oggi inimmaginabili, ma che ben testimoniano come le Manie siano uno scrigno che conserva gran parte dell’evoluzione della vita nella nostra provincia.

arma delle manie neve

 

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