L’isola delle Manie

di Matteo Lai.

Narra la leggenda che Ercole, avendo la necessità di raggiungere lo stretto di Gibilterra per posizionarvi le sue famose colonne che si credeva delimitassero i confini del mondo, fosse passato per l’altipiano delle Manie, tracciandovi la cosiddetta Via Herculea. Leggenda a parte, di questa strada non esistono fonti storiche attendibili che ne raccontino l’esistenza, di cui è quindi più che lecito dubitare. In realtà, le comunicazioni, dall’epoca romana in poi, si sono dapprima basate sulla via Iulia Augusta, che passava per la Val Ponci, discendendo poi verso Calvisio e Finalpia, o – successivamente – per la contemporanea e litoranea via Aurelia, restando quindi di fatto isolata.

13149952_1699911706945708_1347611772_nL’isolamento ha permesso la conservazione di un ambiente che, se non è intatto, è perlomeno scarsamente modificato dalla mano dell’uomo, nonostante il “mal della pietra” (e del cemento) che dal dopoguerra affligge la Liguria e le cicliche invasioni primaverili di giovani e meno giovani dediti all’arte del merendino. A fare il resto ha pensato la particolarità della zona: un altipiano carsico, solcato da sorgenti e torrenti sotterranei, anche se – in questo caso – l’intervento umano ha colpito duramente.

Numerosi pozzi, sorgenti e risorgive sono scomparse con la realizzazione, all’inizio degli anni Settanta del Novecento, della galleria San Giacomo, realizzata in seguito allo spostamento a monte della ferrovia. Oggi resistono soltanto la sorgente “Acquaviva”, una risorgenza delle acque dell’altipiano che vengono convogliate lungo una galleria naturale che parte dalla Val Ponci, la sorgente “galleria san Giacomo ovest”, posta nel sottosuolo in corrispondenza della chiesa delle Manie, le cui acque sbucano nella galleria ferroviaria, oltre alle due sorgenti – poste una sulla perpendicolare dell’altra, ma a quote diverse, una a 175 metri e l’altra a 20 metri – “Luminella” e “galleria san Giacomo est”. 13101013_1699911696945709_1689710328_nSi tratta di sorgenti tra loro diversissime, per portata, fornendo da alcune decine di litri al secondo di acqua fino a quantità ridottissime. Ma la carsicità dell’area è anche testimoniata dalle grotte, la maggiore delle quali è sicuramente il simbolo dell’altipiano: l’Arma delle Manie. La grotta, che sembra un gigantesco ponte, si è formata in due ere geologiche ben distinte, con la parte superiore in pietra del Finale, una pietra simile a quella che contraddistingue le Gole del Verdon, in Francia.

Ancora oggi alle Manie è possibile trovare piante ed animali che non troveremmo nel resto della Liguria o, in alcuni casi, del mondo. E’ il caso del fiordaliso tirreno e del dente di leone finalese, ma – soprattutto – della campanula sabatia, un fiore bellissimo, ma delicato e per questo ora protetto. Inoltre, passeggiando per i sentieri, è possibile incontrare veri e propri pezzi di preistoria vivente, come i colubri – serpenti innocui per l’uomo ma che possono superare i due metri di lunghezza – o lucertole che “stazzano” fino a novanta centimetri.

13162253_1699911780279034_1155673570_n

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...