M5S: Diaspro – Raggi.

di Osvaldo Ambrosini.

I savonesi il 5 giugno decideranno del loro futuro, per lo meno di quello dei prossimi 5 anni. Lo stesso compito spetterà ai romani. Due realtà molto diverse tra loro per problemi e dimensioni. Se trasferite idealmente a Roma, le poche migliaia di elettori savonesi rappresenterebbero numericamente poco più di un quartiere della capitale, nonostante ciò si possono azzardare alcune analogie.

img_3488Le amministrazioni passate che hanno guidato il Campidoglio, siano state di centrodestra o di centrosinistra, non sono passate alla storia come esempi da seguire ed il tumore di “mafia capitale” è forse la tragica conseguenza. Certamente da noi il livello del malaffare non è paragonabile a quello romano, eppure le amministrazioni precedenti (in questo caso quasi tutte di centrosinistra) non verranno – neppure loro – ricordate troppo positivamente.

A Savona le due maggiori formazioni, centrodestra e centrosinistra, nonostante debbano fare i conti con enormi problemi di credibilità – per i danni fatti alla città sia da parte di chi la amministrava sia da parte di chi faceva finta di opporsi, conducendo dall’altra parte l’amministrazione provinciale – a giudicare dai sondaggi sembrano non uscirne troppo indebolite.

img_3484Ci si chiede allora come sia possibile che il movimento di Grillo non sia in testa ai sondaggi anche dalle nostre parti come accade a Roma, città in cui la Raggi data per vincente dovrà attendere l’esito del primo turno per capire chi sarà il suo sfidante al ballottaggio, (Meloni o Giachetti). Le risposte sono molteplici. In primo luogo l’affaire bitume, per quanto percepito negativamente da tutta la popolazione, non può minimamente essere paragonato a “mafia capitale”. Inoltre la credibilità cittadina del PD, che sconta qualche problema di democrazia interna vedi ad esempio la scelta della candidata Battaglia e la “gentile” concessione della primarie, ha pur sempre vissuto un momento di democratica partecipazione alla scelta del candidato sindaco, cosa che pare sia mancata all’interno del Movimento.

img_3487In ultima analisi la scelta dei candidati. Virginia Raggi è in ogni caso persona competente, preparata ed in grado di analizzare compiutamente ogni argomento con un curriculum, compreso il tirocinio nello studio Previti, di tutto rispetto. Discorso diverso invece per il candidato del Movimento savonese, che appare sempre meno adeguato al ruolo di primo cittadino via via che ci si avvicina al 5 giugno. Partito inizialmente con toni pacati e una timidezza che si credeva apparente, note che si pensavano caratteriali e superabili nella campagna elettorale, fino ad ora ha fatto vedere poco altro, confermando la convinzione in molti che sarebbe stato un onesto candidato per il consiglio comunale e nulla di più.

img_3483L’ultima “pensata” comunicativa dei 5 Stelle savonesi mette in luce tutti i limiti del candidato. Piccoli video girati artigianalmente e diffusi sui vari social annunciano i provvedimenti che l’amministrazione comunale a guida grillina intenderà adottare, non appena si impossesserà del palazzo comunale. Pur non entrando nel merito delle proposte che come si sa in campagna elettorale valgono come le promesse di un marinaio, quello che salta agl’occhi è la banalità dei messaggi, la scarsa competenza tecnica e addirittura le difficoltà nell’eloquio. Insomma, vincere a Savona con il Movimento 5 Stelle, in questo momento storico, non sarebbe stata un’impresa così difficile, ma con un candidato così le cose si complicano.

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