Dal centrodestra una lezione di campagna elettorale 

di Osvaldo Ambrosini.

Esistono sconfitte difficili da analizzare, così come ci sono sconfitte a volte quasi inspiegabili. Ecco tutto questo non vale per il Pd savonese. La sconfitta nasce da chiare e precise responsabilità che solo una segreteria provinciale cieca e soprattutto sorda non poteva non comprendere per tempo. Che non sia anche questa una di quelle tante espressioni dell’istinto tafazziano tipico della (ex) sinistra? Probabile.

img_1288O forse a causa delle troppe energie spese dal segretario provinciale Briano, profuse per contrastare l’odiato Di Tullio, si è finito per smarrire la lucidità necessaria non rendendosi conto di essere alla guida di un pullman lanciato verso un precipizio. Indubbiamente l’appoggio alla candidata prescelta andava controllato meglio. Non bisognava inventarsi nulla: sarebbe bastato guardare cosa stesse facendo il centrodestra e copiare. Copiare come han fatto loro quando hanno atteso di rivelare il nome del candidato il giorno dopo l’esito delle primarie del Pd. Annunciando così un candidato donna. Una che assomigliasse a quella del Pd, almeno in parte, per competenza, per età, per stato sociale, per non avere esperienze pregresse in politica o da amministratore pubblico, sposata, mamma, con figli e magari anche più bella. Chissà se l’avesse spuntata di Tullio cosa avrebbero scelto, non voglio pensarci.

img_1317Il centrodestra ha dato una sonora lezione al Pd su come si conducono le campagne elettorali. Quando si è abituati a giocare senza avversari purtroppo il rischio è peccare di presunzione, ciò che in effetti è avvenuto in casa Pd schiantatosi contro il primo vero avversario incontrato. L’elettore medio lo si conquista parlandogli alla pancia: è brutto da dirsi ma è così, ed è quello che hanno fatto gli uomini di Toti. Sicurezza e pulizia della città, due semplici temi su cui si è basata tutta la campagna elettorale del centrodestra. Inutile spendersi in tanti discorsi complessi su come reperire risorse per far ripartire l’economia locale. Tuttavia ha inciso enormemente la costante presenza in città, per più di un mese, di tutto lo stato maggiore del governo regionale.

img_1318Di fronte a tutto questo dall’altra parte cosa si è fatto? Poco o nulla. La candidata è stata abbandonata al suo destino, a parte la comparsata a teatro del ministro Boschi e i due passi in corso Italia del mentore del renzismo Lotti, chi ha realmente aiutato la campagna elettorale del Pd savonese? Il ministro Pinotti? Quella arrivata terza su tre alle primarie genovesi? O la Paita, capace di perdere delle regionali già vinte? Almeno se si fosse impedito ai reduci della sconfitta delle scorse regionali (Martino su tutti anche se non era direttamente candidato) di circondare ed accompagnare ad ogni uscita pubblica la candidata Battaglia, forse oggi parleremmo di un’altra storia.

img_0590A due giorni dalla sconfitta si registrano le dimissioni dalla carica di segretario provinciale di Fulvio Briano – principale responsabile – e l’uscita dal partito dello sconfitto alle primarie, ex vice sindaco, Livio di Tullio. Si prevede un’estate calda nelle stanze di via Sormano, urgono altre dimissioni e numerosi passi indietro se si vorrà recuperare l’interesse di una città tradizionalmente di sinistra i cui elettori un messaggio chiaro per la verità lo hanno mandato, non andando a votare.

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