Un diploma, Donato, non ti salverà 

di Osvaldo Ambrosini.

Quando lo arrestarono nel 1998, per la Liguria soprattutto, fu la fine di un incubo. Il serial killer, capace di lasciare sulla propria strada 17 vittime in pochi mesi, pagò a caro prezzo tre sviste imperdonabili che permisero alle forze di polizia di identificarlo prima ed assicurarlo alla giustizia poi: sebbene ferita, non finì una delle sue vittime erroneamente creduta morta, lasciò ingenuamente tracce del proprio dna sul corpo di una vittima e soprattutto graziò una ragazza che lo convinse a risparmiarla insieme al bambino che portava in grembo.

img_5645Sono passati 18 anni da quei terribili mesi che sconvolsero la nostra terra, da allora Donato Bilancia sta scontando 13 ergastoli nel carcere di Padova. Un “fine pena mai” che neppure tutta la buona volontà del sistema penitenziario italiano, ricco di sconti detentivi, benefici e misure alternative alla detenzione, potrà mai intervenire per regalargli anche un solo giorno di libertà. Del killer spietato ci sarebbe piaciuto ricever notizia dalla stampa soltanto nel giorno della sua dipartita.

Tuttavia l’ordinamento penitenziario italiano prevede, anche per i detenuti che mai rivedranno la luce del sole, attività da svolgere in carcere per rendere meno afflittiva la nuova vita da reclusi. Accade allora che Bilancia si sia iscritto negl’anni alle scuole superiori riuscendo proprio in questi giorni a diplomarsi come ragioniere. Per il futuro sembra voglia addirittura conseguire una laurea. Sono numerosi in effetti i casi di detenuti che dietro le sbarre sono riusciti a riavere quel riscatto culturale che nella vita mai avevano trovato.

Ci si domanda in questo caso se sia giusto consentire a chi si è reso responsabile della morte di numerose persone, seminando terrore, di godere del diritto allo studio, attività molto spesso utile ad alleviare le sofferenze portate dall’isolamento. Il solo pensiero che si possa aver concesso a questa persona anche una piccola soddisfazione contrasta, e non poco, con un’idea di giustizia più alta di quella evidentemente in vigore.

donato bilancia

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