Il senso del calcio per Higuaín, Pjanić e un bambino

di Osvaldo Ambrosini.

Il calciomercato italiano da qualche tempo sconta un gap economico rispetto a quello di altri campionati europei non indifferente, tuttavia la Juventus unica squadra italiana di un certo livello, quest’estate è stata la responsabile principale del mal di cuore provocato a due tifoserie in particolare. Roma e Napoli si sono viste scippare probabilmente gli unici due veri campioni in loro possesso. 

Il blasone, i milioni di euro e la possibilità di vincere qualcosa sono sicuramente gli incentivi che hanno portato le due icone giallorosse ed azzurre ad andarsene senza troppi rimorsi. Da una parte Pjanić ha scelto di scappare da Roma in gran segreto lasciando la Capitale senza troppe spiegazioni, dall’altra fa rumore la cifra di quasi 100 milioni di euro, con la quale Marotta ha letteralmente portato via Higuain da sotto il Vesuvio.

HiguainDispiace per i tifosi, ma chi ancora oggi si sorprende di tutto questo ha capito poco del business pallonaro. Il ‘dio danaro’ ha sempre prevalso su ogni altro interesse. Il calcio romantico, quello in bianco e nero, appartiene all’album dei ricordi, quando, cioè, intorno a questo sport ruotavano meno interessi, meno sponsor e soprattutto meno procuratori.

Si preparino allora anche i tifosi dell’Inter a perdere probabilmente Icardi, scelto dal Napoli quale sostituito del Pipita, i tifosi del Milan a perdere Bacca o quelli del Genoa a perdere Pavoletti, anche se questi ultimi sono probabilmente i più abituati da quando Preziosi, re dei giocattoli, smonta e rimonta la squadra rossoblu ogni sei mesi, a guisa di un Lego.

jcpUn business che a cascata coinvolge tutte le squadre, settori giovanili compresi. Non sorprende allora neppure la lettera recapitata ad un bambino della squadra Juventus Club Parma con la quale la società comunica in poche righe il suo ‘licenziamento”. Parole che suonano terribili perché riferite ad un bambino di sette anni, che dovrà cercarsi una nuova squadra e nuovi amici per continuare a coltivare la sua passione.

Ma forse è stato meglio così, una brutta verità col tempo verrà apprezzata più di tante belle bugie. Da tempo il calcio alle nostre latitudini non allena valori o sentimenti, semmai è la trasposizione su un rettangolo di gioco della nostra società: spietata, subdola, ipocrita e interessata.

calcio_bimbi

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