La civiltà dei fuochi d’artificio 

di Osvaldo Ambrosini.

Le teorie sullo studio dell’evoluzione dell’uomo sono accomunate dalla tendenza ad individuare fasi epocali nel corso dei millenni, a testimonianza dei momenti più significativi. Dei percorsi evolutivi si possono senza dubbio ricordare l’età della pietra, del bronzo o del ferro (il cosiddetto sistema delle tre età), l’età classica, quella medioevale, quella moderna e l’età contemporanea, che corrisponde alla nostra, sebbene abbia avuto inizio nell’ormai lontano 1789.

img_5860Tuttavia storici e antropologi stanno in questi tempi affrontando un dibattito su come riclassificare la nostra era sempre più costantemente a contatto con la tecnologia, al punto da arrivare a parlare dell’Homo Technologicus.

In analogia con l’età del fuoco, periodo in cui l’uomo non fu soltanto capace di ‘addomesticarlo’ ma se ne servì per la prima volta per cuocere cibo e per difendersi dai predatori, i nostri tempi potrebbero essere ricordati come l’età dei fuochi d’artificio.

La pratica, tipica soprattutto del periodo estivo, ha registrato un’incredibile escalation della sua diffusione negli ultimi anni al tal punto che nel nostro paese risulta ormai difficile trovare un comune, tra i circa 8000 presenti, che non ne abbia fatto uso almeno una volta per festeggiare un avvenimento o una ricorrenza.

imageNati in Oriente, e precisamente in Cina, ma diffusi principalmente negli Stati Uniti, i ‘fireworks’ sono stati importati massicciamente nel nostro territorio da aver ormai perduto buona parte di quel fascino rappresentato dalla novità. Eppure ogni anno, talvolta in coincidenza con le numerose feste patronali di ogni singolo comune, all’appuntamento con i fuochi d’artificio arrivano puntuali numerose polemiche.

Da una parte, considerata soprattutto la crisi economica di questi tempi, si discute sull’opportunità di spendere migliaia di euro (spesso danaro pubblico) per festeggiare non si sa bene cosa pur di far felici i turisti. Altri invece lamentano la dannosità di questo genere di manifestazioni per l’uomo, provocata dalle polveri sottili sprigionate dalle esplosioni, e per gli animali, domestici e fauna selvatica, dovuta ai traumi conseguenti alle esplosioni.

imageQuest’anno a Savona, vuoi per il recente cambio di amministrazione e per le casse comunali trovate semi vuote, si è rischiato concretamente di annullare il consueto spettacolo di fine luglio. Ma grazie al contributo di alcuni sponsor, tempo permettendo, la manifestazione avrà luogo regolarmente.

Restano tuttavia le numerose perplessità su questo genere di manifestazione. In molti luoghi i fuochi artificiali sono già stati abbandonati sostituiti da giochi pirotecnici senza detonazioni accompagnati da sottofondi musicali o addirittura giochi di luci e fontane d’acqua, sempre molto appariscenti ma di gran lunga molto meno impattanti.

Insomma dipenderà molto anche dalle nostre scelte se vorremo, nei prossimi 2 o 300 anni, essere ricordati come quelli dei fuochi d’artificio o semplicemente come l’Homo Technologicus.

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