Italia: non è un Paese per sbirri 

di Matteo Lai.

Se fai il poliziotto – in Italia inteso in senso lato, nelle diverse declinazioni nazionali e locali – generalmente lo fai perché lo hai deciso, non perché ti è capitato un concorso “per caso”. Se fai il poliziotto metti in conto di prendere delle botte, degli insulti, anche di morire in servizio o per sua causa. imageSe fai il poliziotto, almeno in Italia, non puoi però sperare che la tua amministrazione ti dia strumentazioni adeguate, formazione, oppure che ti tuteli: a volte succede, molte più spesso no. Se fai il poliziotto in Italia, soprattutto, devi sapere che a sessant’anni ti troverai ancora su un’auto di pattuglia a rispondere alle chiamate, a litigare con ragazzini ubriachi o a prendere “cappottate” di caldo, freddo o pioggia, a seconda delle stagioni.

La morte a Ventimiglia del sovrintendente capo Diego Turra, cinquantenne di Albenga, è – tra l’altro – proprio figlia della mancanza di ricambio generazionale nelle forze di polizia. Una mancanza che costringe persone che, per il loro stato di servizio e la loro esperienza potrebbero essere diversamente è più utilmente impiegate, a morire d’infarto sotto il Solleone, in servizio di ordine pubblico.

imageLe politiche messe in campo negli anni e le campagne di stampa, inoltre, continuano ad acuire il disagio degli operatori di polizia e a farli sentire sempre più isolati. Il reato di tortura, così come è stato declinato al momento, serve più che altro a fornire una scusa ai meno decisi per non operare, piuttosto che a porre un argine ai – fortunatamente pochi – comportamenti deviati di appartenenti a forze dell’ordine. Inoltre l’eccessiva mitezza delle pene e l’impossibilità di porre un valido argine a quei comportamenti antisociali che, però, generano maggiore allarme nella popolazione, crea frustrazione tra i poliziotti.

Sarebbe forse l’ora di vedere in atto una vera riforma del comparto, diversa dal placebo messo in atto da Renzi e soci con la soppressione del Corpo Forestale, con una reale semplificazione e l’inserimento a pieno titolo della polizia locale, con un necessario sganciamento di questa dal potere di indirizzo dei sindaci, trasformatisi negli anni in 8000 ministri dell’interno, ognuno con proprie indicazioni e velleità.

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