Libero: tra ignoranza e malafede

di Osvaldo Ambrosini.

È vero, qualcuno dirà, ad una certa età e con un consistente peso corporeo sarebbe bene non prendere più parte a certe azioni operative in cui, con il caldo, lo sforzo fisico aumenta così come lo stress. 
Vittorio Feltri parla e scrive molto bene, seduto dietro alla scrivania ottimamente retribuita della redazione di Libero. In un editoriale dispensa addirittura lezioni di organizzazione del personale in servizio presso le questure, pontificando su chi dovrebbe essere lasciato negli uffici e chi invece deve operare sulla strada.

imageEppure il giornale per cui scrive, che ha nel nome l’inequivocabile richiamo alla libertà di stampa, spesso prende troppo alla lettera questa parola e finisce col confondere la libertà di opinione con la libertà di scrivere ogni nefandezza gli passi per la testa.

Nell’analisi infatti si ignora, o si fa finta di non sapere, quali siano le principali ragioni per cui operatori di Polizia non più giovani, spesso con 30 anni di servizio, siano ancora obbligati a servizi operativi che pregiudicano, non soltanto la loro stessa incolumità, ma a volte anche la buona riuscita di alcune operazioni.

imageGli stipendi, come è noto, non brillano per generosità, soprattutto per i livelli dei sottufficiali o dei semplici agenti, per cui il ricorso da parte del personale a svolgere turni aggiuntivi o straordinari diventa spesso una scelta obbligata. Questo è probabilmente quello che ha spinto Diego Turra ad indossare nuovamente la divisa operativa, mettendosi a disposizione di turni massacranti.

Mai il problema principale oltre a quello economico è proprio la mancanza di ricambio generazionale delle forze dell’ordine italiane. Mediamente nelle pattuglie, e non solo in quelle delle questure, l’età media si aggira intorno ai 50 anni. Tempo addietro si utilizzavano gli anziani in servizio come risorse preziose per formare e consigliare i nuovi arrivati i quali, grazie ad un utilissimo affiancamento, potevano crescere contando sull’esperienza di personale qualificato.

imageOggi purtroppo l’esperienza degli operatori, per come viene utilizzata, non è più considerata una risorsa. Il rischio concreto in un futuro non troppo lontano sarà dover ricorrere massicciamente ad un rinnovo generazionale che non potrà più contare sull’affiancamento, costringendo i nuovi arrivati ad imparare sui propri errori. Con buona pace dei Diego Turra sopravvissuti ai turni massacranti e alle beffe della stampa, come Libero.

Forse questo andava specificato nell’editoriale, evitando di dileggiare la stazza fisica di un operatore che ha perso la vita durante il suo lavoro. Forse alla base di tutto c’è anche una buona dose di malafede perché Diego Turra, sposato con una extracomunitaria, nel giro di 24 ore – il tempo necessario alla stampa di scavare nella vita degl’altri – non rispondeva più ai canoni de poliziotto eroe, cioè quello esaltato semi fascistello in stile scuola Diaz, ma era un normale operatore con la testa sul collo che non odiava nessuno, a differenza del giornale di Feltri. Semplicemente faceva rispettare la legge.

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