L’erba del vicino

di Osvaldo Ambrosini.

 

Annualmente, in città, si affronta l’annoso problema dello sfalcio della vegetazione, cresciuta a dismisura nel greto del torrente Letimbro e in quello del suo affluente Lavanestro. Un problema diventato molto serio, non tanto per le difficoltà della pulizia in sé, quanto per il reperimento dei fondi necessari ad affrontare la spesa.

Eppure questa pulizia, dall’alluvione del ’92 -costata quattro morti, diversi ponti e passerelle distrutti o danneggiati e innumerevoli altri danni – rientra tra le cose da fare, sottolineate in rosso, per ogni amministrazione savonese. Cosi è stato anche per la giunta Berruti 1 e, sicuramente un po’ meno, durante il Berruti 2 (la vendetta), quando ormai le casse comunali languivano liquidità al punto da non consentire interventi di pulizia del fiume da un paio d’anni.

img_6579Ma quelli furono anche i tempi in cui fiorivano teorie bizzarre sull’utilità di una rigogliosa vegetazione nel letto del torrente. Secondo gli ‘esperti’ sarebbe servita a rallentare la violenza di una eventuale ondata di piena. In effetti furono proprio le dighe formatesi dagli arbusti e dai tronchi strappati dalla violenza dell’acqua a provocare le esondazioni nell’ultima alluvione. Insomma si cercò di adattare questa teoria ad un corso d’acqua molto breve, ben sapendo, in realtà, che la vegetazione ha il potere di rallentare la velocità dell’acqua soprattutto nei corsi d’acqua con una certa lunghezza e non in un piccolo torrente come il nostro.

Tuttavia la campagna elettorale del centrodestra savonese non si è fermata con la vittoria delle elezioni amministrative. Da allora anche un normale intervento di prevenzione obbligatorio, diventa l’occasione per uno spot elettorale, come se la pulizia fosse un regalo ai cittadini.

Nel ringraziare allora il nostro Sindaco Caprioglio, accompagnata per l’occasione dall’assessore Santi, è doveroso ricordare che l’ultimo politico savonese con indosso una pettorina gialla, alle prese con lavori di giardinaggio, fu l’ex vice sindaco Livio di Tullio in quell’inconsueto spot elettorale girato nel giardino di villa Zanelli, che tanta fortuna gli portò.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...