Caprioglio, la nostra Adinolfi? 

di Osvaldo Ambrosini.

Ilaria Caprioglio è il primo sindaco donna nella storia di Savona, alla guida di una giunta di centrodestra. Mario Adinolfi, sicuramente più famoso a livello nazionale, è un giornalista, politico, giocatore di poker e blogger italiano (dalla pagina di Wikipedia).  Cos’hanno in comune i due personaggi? Apparentemente niente, eppure li potremmo ritrovare tranquillamente a braccetto, sotto la stessa bandiera, in una qualunque piazza dove sia in corso un “family-day”. In effetti per Mario Adinolfi lo si può affermare con certezza, fu proprio lui infatti uno degli organizzatori della giornata a favore della famiglia tradizionale, tenutasi a Roma nei mesi scorsi, per opporsi al disegno di legge Cirinnà, diventato legge poco tempo dopo, nonostante numerose modifiche ne abbiano parzialmente modificato le intenzioni. Tuttavia rappresenta un doveroso, e tardivo, passo del nostro paese, tra gli ultimi in Europa, per il riconoscimento dei diritti civili.

caprioglio sindaco 2016..Del Sindaco di Savona invece non possiamo dire con certezza se, prima della sua elezione, sarebbe scesa in piazza per sostenere l’esclusiva possibilità di riconoscere determinati diritti alle sole coppie eterosessuali sposate, relegando quelle conviventi (omosessuali e non) ad un rango inferiore rispetto alla legge ed alla dignità civile. Oggi però sappiamo, attraverso i giornali, che la nostra ‘sindaca’ non gradirà celebrare in prima persona le unioni gay. Tuttavia, non potendo venire meno ad un obbligo di legge, apprendiamo anche che delegherà “l’inconveniente” ad un incaricato, nella speranza che nessuno richieda espressamente la sua presenza. Ciò che resta da capire è se questa posizione sia dettata da un convincimento personale o da un ordine di scuderia della coalizione che rappresenta, formata per larga maggioranza dalla Lega Nord, il cui segretario ha più volte esortato i ‘suoi’ sindaci a disobbedire alla legge non celebrando le nozze gay.

Di Adinolfi nulla può più stupire oramai, talmente affezionato com’è alla famiglia tradizionale da averne addirittura due, sposato una prima volta con Elena da cui ha avuto una figlia, divorziato, e risposatosi una seconda con Silvia da cui ha avuto una seconda figlia. Dal primo cittadino savonese, che si è invece fatta apprezzare per il suo impegno civile al fianco dei più deboli, duole apprendere parole di questo tenore, pronunciate, non si capisce bene, se per mantenere una sorta di pace all’interno della maggioranza o per un reale convincimento personale sulla materia.

adinolfiSoltanto in un Paese in cui i diritti civili non saranno distribuiti diversamente a seconda del colore della pelle, della religione e degli orientamenti sessuali sarà un Paese fatto di cittadini veri, e siccome anche l’Italia si sta attrezzando per questo sarebbe stato bello che anche il nostro Sindaco ne avesse preso atto, invece che le distanze. Con queste affermazioni rischia di passare un messaggio tipico delle religioni (tutte le religioni, per la verità) o di chi, con la scusa della religione, difende una supposta tradizione identitaria che serve soltanto per giustificare la propria esistenza (per Lega Nord, vedi anche la questione del crocifisso nella sala consiliare): “io sono contrario, tu non puoi farlo, anche se non mi danneggi facendolo”.

img_0767A tal proposito giova allora ricordare le argomentazioni che utilizzò un giudice nello stato americano della Virginia, nel 1958, in una sentenza di annullamento del matrimonio tra due coniugi, lei di colore lui bianco, pena la condanna a 5 anni di carcere: «Dio Onnipotente ha creato le razze bianca, nera, gialla, malese e rossa e le ha situate in continenti separati. Non c’è nessuna ragione per autorizzare il matrimonio tra le razze, se non il fatto di interferire con questa disposizione. Il fatto che Dio abbia separato le razze, infatti, mostra che non intendeva farle mischiare»

L’analogia con le nozze gay di oggi sta proprio nelle caratteristiche dei coniugi, la razza e il genere sono solo concetti legati a stereotipi culturali. Difficile abbattere i pregiudizi sul genere quando proprio in questi giorni Savona si è riscoperta, fortunatamente solo in parte, una città razzista. Tuttavia l’ottimismo non deve mai venir meno e allora fortunatamente il mondo va avanti, civilizzerà anche noi savonesi.

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