La tassa sui celibi del ministro Lorenzin

di Matteo Lai.

C’è stato uno sfortunato periodo della nostra storia in cui si diceva: “il numero è potenza”. Per questo motivo si decise di introdurre la tassa sui celibi. Era il periodo delle battaglie del grano, della “quota 90” (ovvero il rapporto di cambio tra lira e sterlina, il dollaro del tempo) e dell’oro alla patria: tutte iniziative di grande impatto scenico ma di altrettanto sicuro impatto negativo sulla società e sull’economia.

img_4897Nonostante qualche nostalgico e un numero sempre superiore di ignoranti che rimpiangono quei tempi bui, sembrava finalmente essere riusciti a comprendere che certe “battaglie”, se non rispettano un principio di razionalità, sono destinate a fallire. E invece nel 2016 ci troviamo di fronte al “fertility day” indetto dal ministro Lorenzin. Ad indignare non è tanto una iniziativa che ha poco di informativo e molto di ideologico, ma un ulteriore dato oggettivo. Nell’ultimo ventennio lo stato sociale ha subito solo restrizioni e tagli.

Le operazioni-immagine attuate dal governo Renzi, ossia il “bonus bebè” (finanziato non si sa per quanto) e l’estensione del periodo nel quale fruire del periodo di congedo parentale (attenzione, non è stato aumentato il periodo di congedo, solo esteso il tempo in cui si ha diritto di utilizzarlo), sono un placebo dato a un malato grave. img_4891La sempre maggiore precarietà del mondo del lavoro – attuata grazie anche al renziano “Jobs act” -, stipendi sempre più esigui e anche la possibilità per il datore di lavoro di lasciare a casa la gestante, fatta salva la corresponsione di un indennizzo (eh sì, l’abolizione di quello che per tanti era “l’ideologizzato” articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è proprio questo!) hanno prodotto proprio la difficoltà di “metter su famiglia”.

Ecco, scorrendo le immagini approntate per il “fertility day”, oltre ai richiami all’orologio biologico, ci sono inviti alla genitorialità giovanile e addirittura richiami alla nostra Costituzione – che come la pelle di una delicata parte del corpo maschile, in certi momenti torna utile, venendo tirata in una direzione o nell’altra. Il tutto con buona pace della genitorialità responsabile e, soprattutto, della libertà di coscienza individuale.

Ministro Lorenzin, così com’è il suo resta solo un vacuo e inquietante proclamo, che tanto ricorda il Ventennio. Piuttosto, si impegni nel governo per attivare azioni di welfare che permettano – a chi ne ha l’intenzione – di avere figli. Altrimenti taccia, per evitare di evidenziare le carenze di una maggioranza che, sulle questioni che riguardano la vita di ognuno di noi, è perlomeno poco incisivo.

img_4895

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...