Grondacci-La Spezia: Nardò e Alcamo non sono poi così distanti

di Osvaldo Ambrosini.

Le regole del Movimento 5 Stelle hanno spesso dimostrato alcuni limiti, ritorcendosi a volte contro gli interessi degli stessi attivisti. L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda proprio la candidatura di Marco Grondacci scelto dall’assemblea spezzina quasi all’unanimità.

marco-grondacciCosa non funziona allora nella sua candidatura? I grandi saggi, regolamento alla mano, l’hanno bocciata, sebbene fosse ampiamente condivisa, perché ben 20 anni fa il candidato ha ricoperto cariche amministrative, per ben due mandati. Dall’interno qualcuno chiede di limare alcune regole quando così evidentemente autolesioniste, richiamando ad una più saggia valutazione del caso specifico. Qualcun altro addirittura sostiene che, quando si è voluto, il rispetto rigido dei regolamenti è venuto meno, ma tant’è. Il Movimento Cinque Stelle spezzino si ritrova ora senza un candidato, che dovrà cercare al suo interno controllando, questa volta molto attentamente, il pedigree di ognuno.

img_6888Peccato perché proprio Grondacci avrebbe avuto la forza di catalizzare verso di se, non soltanto i voti dell’area 5 Stelle, ma anche quelli degli elettori delusi del centrodestra e del Pd che, da queste parti grazie anche alla presenza della Paita e del ministro Orlando, non sono pochi. Per i grillini sembrano allora ridursi notevolmente le possibilità di prendersi una città che sembrava alla portata, piantando inoltre la prima bandierina Pentastellata in una amministrazione comunale ligure.

Per un ‘partito’ giovane come lo sono i cinque stelle non è mai stato semplice reperire al proprio interno risorse e uomini capaci, trovarne finalmente uno e rinunciarvi in questa maniera è quanto di peggio si potesse decidere. Qualche mese fa ad Alcamo, in Sicilia, l’attuale sindaco Domenico Surdi, 33 anni grillino con trascorsi nella sinistra ed iscritto da poco nel movimento, ha vinto col 75% dei consensi, spezzando così più di un ventennio di amministrazioni del Pd, senza che nessuno dei suoi alzasse la mano per escluderlo preventivamente dalla competizione.

Al candidato non certificato allora non resta che l’invito di formare una lista autonoma, considerate soprattutto le elevate chances di vittoria che avrebbe. A Nardò, in Puglia paese di circa 30 mila abitanti, Giuseppe Mellone, 32 anni di dichiarate idee di destra ed elettore convinto dei 5 Stelle, nel giugno scorso non potendosi candidare nella lista ufficiale di Grillo, è diventato sindaco mettendo in piedi una lista grillina non ufficiale, che ha avuto il merito di intercettare non soltanto i voti dei delusi di destra e di sinistra, ma soprattutto quelli degli stessi grillini.

mellone-lista-autonoma

 

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