Scuole liguri, falsa partenza

di Matteo Lai.

È il 22 settembre 1992 quando il torrente Quiliano e il Letimbro – oltre ai loro affluenti e ad altri corsi d’acqua tra cui il Segno – si gonfiano d’acqua e tracimano, seminando morte e distruzione. Pochi giorni dopo la stessa sorte capiterà a Genova, colpita da un’alluvione che a molti ricorderà quella del 1970. Da allora, con cadenza annuale, ogni autunno ad una parte della nostra Regione toccherà andare sott’acqua, spesso con cadenze ravvicinate: si pensi a quanto successo proprio nel capoluogo nel 2011 e poi nel 2015.

alluvione-1992Sembrano passate ere geologiche da quel lontano settembre di 24 anni fa, molte cose sono cambiate nel sistema di allertamento e di protezione civile della Liguria. O forse no. Già perché un’emergenza che si ripropone ogni anno non sembra più avere il carattere emergenziale, ma assurge a sadico rito a cui non si sa porre rimedio, demandando il tutto all’arte italica del “paraculismo”. In particolare, l’incapacità di eliminare la trita cerimonia della chiusura delle scuole, a cui quasi ogni sindaco si presta, con buona ragione: meglio prestare il fianco alle critiche qualora non succeda nulla, piuttosto che piangere dei morti, come accaduto a Genova nel 2011.

alluvione-1992-ponte-sospeso-2La perdita di un giorno di scuola, infatti, non è un disagio per nessuno: né per i genitori, né per gli insegnanti e tantomeno per gli studenti. Lo diventa quanto i giorni persi raggiungono la doppia cifra. Partendo dalla logica considerazione che le scuole siano luoghi sicuri e che il pericolo si annidi nel tragitto da e verso casa, potrebbe essere utile verificare quali sono gli itinerari sicuri e modalità che indichino quando l’evento è realmente in atto, con un margine tale da permettere alla popolazione di mettersi al riparo.

img_5051Alcune località già lo fanno: siamo sicuri che centri importanti, come Savona, sapranno lasciare la facile via della chiusura delle scuole, per intraprendere nuove e più funzionali strade. Intanto, sarebbe piacevole che sul sito istituzionale del Comune di Savona si potessero leggere, ben chiare nella home page, le notizie sull’apertura o meno di scuole e asili, senza dover andare alla ricerca sui siti di informazione locali o, addirittura, sui cartelloni luminosi.

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