Un antivaccinista al Senato, altro che “fertility day”

di Matteo Lai.

In tempi di antipolitica e di rabbia contro la “casta”, c’è una notizia che stava passando immeritatamente sotto silenzio. Il 4 ottobre era in programma la proiezione, nella sala di Santa Maria in Aquiro, sala cinematografia del Senato della Repubblica, del film antivaccinista “Vaxxed: from cover up to catastrophe”, di Andrew Wakefield.

img_5230Il nome di Wakefield, fortunatamente sconosciuto ai più, non è quello di un regista ma di un medico. Di un ex medico, per la precisione, essendo stato radiato perché le sue ricerche che mettevano in correlazione autismo e vaccini non avevano – semplicemente – fondamento, essendo stati falsati i dati dei dodici casi in esame: così le ricerche sono state ritirate, con tante scuse, e lui è stato radiato. Nonostante tutto, il cialtrone non ha desistito e ha proseguito a propinare al mondo fandonie riuscendo a fare, cosa gravissima, proseliti. Un fatto nemmeno troppo strano se si pensa che al giorno d’oggi c’è chi reputa possibile che la terra sia piatta, oppure imputa alle ‘scie chimiche’ i cambiamenti climatici.

img_0941Tuttavia la diffusione del verbo antivaccinista dovrebbe far suonare un campanello d’allarme, poiché permette a malattie che si credevano debellate di riproporsi, con l’aggravante di non offrire la cosiddetta “immunità di gregge” a chi il vaccino non può farlo. Ad indignare ancora di più è che, ad aderire al verbo antivaccinista sia stato un rappresentante delle istituzioni. A provare ad aprire le porte della sala cinematografica del Senato, infatti, sarebbe stata la ‘sponsorizzazione’ dell’evento da parte di un parlamentare, il senatore Bartolomeo Pepe – già Pentastellato, ora in forza al gruppo forzaleghista di Tremonti – salito alla ribalta delle cronache politiche per aver commentato sobriamente l’omicidio della deputata britannica No-Brexit, Jo Cox, con la frase “colpirne uno per educarne cento”.

img_0940Una frase che riporta agli anni bui del terrorismo e che ben si attanaglia a quanto propagandato da Wakefield. Un medico che, pur di dimostrare una teoria irragionevole, non ha avuto problemi a falsificare le evidenze scientifiche, falsando i dati delle proprie ricerche. Oltre a quanti aderiscono al suo credo, pensiamo a quanti danni può generare il dubbio che viene instillato nella mente dei genitori, di migliaia di bimbi che ogni anno devono essere vaccinati. Anziché dedicare campagne al “fertility day”, sarebbe bene che il ministro della Salute, Lorenzin, vigilasse su queste pazzesche e fantasiose teorie. Per questa volta, si è scongiurata la concessione di un luogo istituzionale. Per il futuro speriamo che gli untori 2.0 abbiano le attenzioni che meritano.

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