Palazzo Santa Chiara: breve storia triste

di Osvaldo Ambrosini.

Breve e triste non è certo la storia di questo palazzo, edificato più di 500 anni fa per volere di una famiglia savonese, probabilmente la più importante in assoluto della storia della città: i della Rovere, quella dei due papi. Un palazzo che nel recente passato è stato sede del Tribunale prima e successivamente della Questura. Dopo di allora il nulla,

palazzo-santa-chiara-abbandono-3solo degrado e abbandono, per molti anni. Ciclicamente la struttura è diventa così l’obiettivo di molte idee, qualcuna percorribile, qualcun’altra invece più fantasiosa. Nel frattempo nel dicembre del 2014, dopo che l’immobile è passato dalla proprietà demaniale a quella comunale, l’amministrazione di allora decise di riaprire almeno il cortile dello stabile, per riconsegnare al pubblico quel collegamento pedonale tra via Pia e via Aonzo che i più giovani non avevano neppure mai visto.

palazzo-santa-chiara-asfaltoLa breve storia triste parte proprio da qua, dalla riapertura del cortile. Nonostante le buone intenzioni di quella amministrazione (Berruti 2), la messa in sicurezza per renderlo fruibile lasciò più di una perplessità. Sopra la storica pavimentazione in basoli, anche se non perfettamente conservata, fu steso inopinatamente un tappeto di asfalto, una soluzione temporanea, ci rassicurarono. L’oltraggio del bitume e i costi per realizzarlo scatenarono, inevitabili, numerose polemiche. Alcuni mesi dopo, quasi a parziale rimedio alla cupa immagine conferita all’area, si intervenne mettendo in pratica ciò che nel film “Amici miei” verrebbe definito il colpo di genio: ‘fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione’. Per una modica cifra di 20 mila euro circa, vennero tracciate sull’asfalto delle strisce di vernice bianca e rossa in stile segnaletica orizzontale, con l’aggiunta di una frase in inglese, opera definita ‘arte moderna’. Il risultato, che ancora oggi divide i pareri degli ‘esperti’, mette in ogni caso in evidenza un unico dato oggettivo: la completa disarmonia dell’opera con il contesto rinascimentale.

palazzo-santa-chiaraTuttavia col tempo, placate le polemiche, la quotidianità e l’abitudine hanno avuto se non altro il pregio di rendere meno ostile quel luogo e, tra un ‘kissing point’ ed un ‘book crossing’, restava in ogni caso la piacevole consapevolezza di essersi riappropriati di un luogo molto caro ai savonesi. Da qualche giorno invece il passaggio è stato di nuovo chiuso, questa volta la ‘colpa’ è tutta della nuova amministrazione che non ha rinnovato il contratto con la società di vigilanza privata, incaricata dell’apertura diurna del sito a fronte di circa 4000 euro annui.

img_1479Dopo un paio di giorni di polemiche sui social media, puntuale la soluzione. La stessa società di vigilanza privata continuerà a svolgere lo stesso servizio, questa volta gratis, per venire incontro al momento economicamente ‘difficile’ attraversato dall’amministrazione.

Tutto è bene quel che finisce bene si penserà. Restano tuttavia alcune perplessità sul metodo adottato dalla Giunta. Ricercare una soluzione soltanto dopo aver creato il problema, offrendolo in pasto all’opinione pubblica, non sembra una semplice casualità. In precedenza era già accaduto qualcosa di molto simile in occasione della soppressione del servizio pedibus, poi ripristinato. Se fossimo nel campo delle indagini, ci troveremmo di fronte ad un secondo indizio. Se in futuro dovesse riaccadere qualcosa di simile, non avremmo alcun dubbio di trovarci di fronte ad un comportamento codificato.

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One thought on “Palazzo Santa Chiara: breve storia triste

  1. Mentre ammiravo la lodevole iniziativa della bacheca con i libri da prendere in prestito e riportare una volta letti,mi assaliva un tanfo di urina e ogni angolo ,ogni rientranza ,ogni muro era sporco fino all’inverosimile .
    Ma si tiene così il nostro patrimonio artistico ?

    Mi piace

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