Corso Tardy e Benech: si può vivere anche con un polmone solo

di Osvaldo Ambrosini.

La notizia è da prima pagina dell’unico quotidiano locale savonese (“stampecolo”), non tanto per l’importanza in sé – dalle nostre parti (per fortuna) non succede quasi mai niente – ma perché, nonostante l’enorme buco di bilancio, l’amministrazione comunale investirà in opere pubbliche per riqualificare quella che, insieme a Corso Mazzini, rappresenta l’arteria femorale della viabilità cittadina, Corso Tardy e Benech.

corso-tardy-e-benech-alberiDa quanto si apprende danari pubblici ne verranno spesi anche parecchi, per sradicare più di 100 pini marittimi, comprese le loro radici tentacolari, e ripiantumare al loro posto oleandri e lecci. Grazie all’intervento sarà così possibile finalmente aumentare il numero di posti macchina sulla strada di cui c’è sempre bisogno, e dare “respiro” ad una via ormai troppo soffocata dagli alberi.
Fino a qua non ci sarebbe nulla da eccepire, anche se tagliare alberi è sempre un sacrificio doloroso, in questo caso si tratterebbe  di una sostituzione. Tuttavia occorre ricordare che l’intervento non tiene conto di due aspetti fondamentali per la vita di corso Tardy e Benech e soprattutto per quella dei residenti che dalle abitazioni vi si affacciano. Difficilmente potrà essere sostituito l’effetto barriera svolto da questo particolare genere di pianta tipica del mediterraneo. Soprattutto gli alberi del tratto più a ponente, ormai di circa 50 anni, avendo raggiunto dimensioni di tutto rispetto svolgono per gli abitanti un duplice effetto: quello di filtro dalle polveri sottili e quello di barriera dall’inquinamento acustico. I rumori della caotica viabilità sottostante, oggi percettibili in misura contenuta dai piani superiori, diventeranno insopportabili dopo la loro scomparsa.

corso-tardy-e-benech-9Esistono allora strade alternative alla distruzione tout court dei pini marittimi? La risposta è affermativa, a questo proposito sono sempre più numerosi i luoghi in cui si scelgono soluzioni conservative. Innanzitutto una manutenzione periodica degli alberi (potatura – l’ultima, cioè l’unica, in occasione dell’arrivo di una tappa del giro d’Italia nel 2014) consentirebbe una più decorosa conservazione della strada. Per quanto riguarda invece la distruzione di asfalti e marciapiedi provocati dalle radici, esistono e sono utilizzate tecniche di “ingabbiamento” delle radici che non pregiudicano la corso-tardy-e-benech-10vita delle piante e nello stesso tempo consentono alle opere pubbliche di non subire nel tempo danneggiamenti. Interventi questi che consentirebbero inoltre di risparmiare danaro pubblico, di cui si sente un gran bisogno, con la soddisfazione di aver salvato la vita di alberi sani.

Tuttavia l’intervento, se verrà effettuato, farà scivolare ulteriormente la nostra città nei bassi fondi della speciale classifica del verde urbano per abitante in cui, con una media nazionale di 31 metri quadrati per abitante e un limite di legge non inferiore a 9 metri quadrati, Savona con il suo 96° posto ne mette a disposizione soltanto 7. Il centrosinistra in tanti anni si era impegnato molto per raggiungere questo obiettivo, ora al centrodestra spetta il compito di dare il colpo di grazia.

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