Cemento a Savona: centrodestra e Pd pari sono?

di Osvaldo Ambrosini.

Quando, il giorno dopo le amministrative di giugno, il Partito Democratico locale ha analizzato la sconfitta, non ha potuto fare a meno di notare un aspetto. I quartieri popolari della città, quelli che storicamente avevano sempre votato a sinistra, questa volta – quasi in massa – avevano abbandonato il Pd. Questo era accaduto principalmente nella roccaforte della candidata Battaglia, Legino. Risultati deludenti a Villapiana. In misura minore anche Zinola e Lavagnola non avevano regalato certo grandi soddisfazioni. Tuttavia pur perdendo, il Pd aveva retto maggiormente nel centro della città e nei quartieri meno popolari.

Già in prima battuta – e in tempi non sospetti – si potevano evincere due cose. La prima era che le politiche portate avanti da Renzi e soci, a livello nazionale, cominciavano a mostrare la corda, la seconda – locale – era che le scelte portate avanti in città negli ultimi anni dall’amministrazione Berruti, a base soprattutto di cemento, non avevano riscontrato il favore della gente.

blog-arecco-massimo

ecco come ironizzava l’attuale Vicesindaco di Savona dalle pagine del proprio blog https://massimoarecco.blogspot.it/2012_09_01_archive.html

Il centrodestra al contrario, come spesso succede quando si è da tanti anni all’opposizione, ha avuto buon gioco, accusando l’amministrazione di svalutare il patrimonio immobiliare dei residenti perseguendo la strada dell’edilizia incontrollata in un mercato, quello savonese, sempre più saturo, senza dare la giusta importanza al recupero dell’esistente, finendo in questo modo col favorire i soliti noti costruttori.

Sono passati pochi mesi da quello storico 5 giugno e pare che la nuova amministrazione di centrodestra abbia dimenticato quell’insegnamento che le permise di spodestare il Pd dal palazzo comunale. In questi giorni il vicesindaco con delega all’urbanistica, Arecco, ha praticamente confermato tutti i progetti cementificatori ereditati sulla propria scrivania dal predecessore Di Tullio: dal Crescent 2, all’operazione Gambardella della Margonara, alla riqualificazione della zona degli Orti Folconi, alla conferma del progetto dei cantieri Solimano, per concludere con l’operazione Binario Blu in piazza del Popolo. All’elenco manca soltanto la riqualificazione prevista per l’edifico di via Lavagna, ultimo vergognoso monumento ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

All-in si potrebbe dire. L’unica variazione rispetto alla precedente amministrazione sarà soltanto la differente destinazione degli oneri di urbanizzazione. Briciole praticamente. A tal proposito pare sia in progetto un grande sistema di video sorveglianza urbano, in stile panottico moderno, magari img_6144integrato con la migliore tecnologia biometrica, per studiare a fondo come spendono il loro tempo i savonesi quando non hanno niente da fare. Una (in)attività a cui, considerati i dati sull’occupazione, si dedicano sempre più, e sempre più spesso, un maggior numero di nostri concittadini.

Nel frattempo, recentemente per prendere maggior dimestichezza con la materia, il vicesindaco si è allenato, durante la fiera dall’artigianato, decorando alcune piastrelle in ceramica. Nietzsche sosteneva: “Non c’è niente da fare: ogni maestro ha un solo allievo, e questo gli diventa infedele perché è destinato anche lui a diventare maestro”. Forse la spiegazione della differenza tra l’Arecco di lotta e quello di governo è tutta qua.

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