Polizia francese – polizia italiana, possibili analogie?

di Osvaldo Ambrosini.

La polizia francese sta attraversando un momento molto difficile, le recenti polemiche sfociate in una feroce guerriglia urbana nell’hinterland parigino, in seguito all’esecrabile episodio di violenza commesso da quattro poliziotti nei confronti di un ragazzo francese di colore, hanno messo a nudo tutte le debolezze del sistema francese.

french-police1Sebbene tra le cause di quell’aggressione ci siano anche, con buone probabilità, motivazioni razziste, il grido di allarme che lanciano i sindacati di polizia è ormai noto. La Francia ha scelto di non investire sulla sicurezza, per questo l’età media degli operatori transalpini continua ad aumentare mentre le risorse per quelli che operano sulla strada continuano a diminuire. Le colpe prima che delle ristrettezze economiche volute dall’UE, sembrano derivare dalle scelte politiche del presidente Hollande che hanno provocato un malcontento piuttosto diffuso tra gli operatori.

theoSei mesi prima delle elezioni presidenziali, la polizia e i gendarmi francesi sono numericamente ai minimi storici e tra loro i sentimenti più diffusi sono il risentimento verso i superiori, il rifiuto della classe politica e il senso di abbandono. Da un’indagine emerge che uno su due tra poliziotti o gendarmi sia pronto a votare Marine Le Pen al primo turno delle prossime presidenziali del 23 aprile 2017. Il sondaggio, condotto a partire dalla fine del 2015 dal Cevipof, il centro di ricerca politica di Sciences Po, certifica che in pochi mesi i consensi per la candidata dell’estrema destra all’interno delle forze di polizia sono aumentati vertiginosamente, con una percentuale di gran lunga superiore rispetto alla media nazionale.

Sebbene al ministero dell’Interno e nella sedi della polizia e della gendarmeria queste cifre vengano smentite, è chiaro l’evidente fastidio provocato dalla situazione divenuta ormai preoccupante. L’intenzione evidente è quella di evitare che l’opinione pubblica riduca il ragionamento alla facile equazione: uniformi = fascisti.

policeIn un clima di malcontento generalizzato il programma della Le Pen appare oggi agli occhi di molti operatori come l’unica ancora di salvezza, per non vedere affondare definitivamente una struttura organizzativa in enorme difficoltà. A risentire maggiormente di questa condizione negativa sono soprattutto gli operatori di rango inferiore. Le attrazioni per le idee di FN non sono un mistero. In occasione delle precedenti presidenziali del 2012, Marine Le Pen ha ottenuto ottimi risultati soprattutto nei quartieri dove le famiglie delle forze di polizia concentrano le loro residenze.

Nel paese europeo in assoluto più colpito dagli attentati terroristici di matrice islamica, il Front National approfitta della situazione per “accarezzare la polizia”, a volte addirittura in maniera sconsiderata come quando ha dapprima tentato di difendere i quattro poliziotti coinvolti nell’episodio di Theo, successivamente tentando di minimizzare l’accaduto.

salvini-poliziaIn Italia l’effetto Le Pen rivive nelle politiche razziste della Lega di Salvini e di Fratelli d’Italia della Meloni. Eppure nel nostro Paese una eventuale loro ascesa non rappresenterebbe una novità, avendo avuto per molto tempo numerose chances di mettere in pratica tutto il repertorio delle promesse odierne. Sembra evidente che per le forze di polizia italiane la svolta a destra, sulla falsa riga di quella francese, sia un percorso conosciuto che ha già procurato parecchi dispiaceri. Giova ricordare che fu proprio il terzo governo Berlusconi, sostenuto dall’alleato Lega Nord, il principale artefice dei maggiori tagli alle risorse economiche destinate alle forze di polizia (anno 2011) e che per ‘merito’ di una legge inadeguata come quella sull’immigrazione, che ha introdotto il reato specifico di immigrazione clandestina, sia molto spesso difficile rendere esecutivi rimpatri ed espulsioni. Una legge, la 189/2002, non a caso nota come Bossi – Fini, i padri politici degli attuali agitatori di popoli.

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