Polizia locale, bastardi senza gloria

di Matteo Lai.

La polizia municipale, o locale, svolge un compito misconosciuto e pure importantissimo nelle nostre città. Non solo – ormai in maniera conclamata – concorre al mantenimento della sicurezza insieme alle forze di polizia dello Stato, mettendo una ‘pezza’ alle molte falle provocate dai troppi tagli dei governi che si sono succeduti, ma prosegue a svolgere quei compiti che erano propri dei vecchi vigili urbani. Nonostante l’inciviltà regni spesso sovrana nelle nostre città, grandi o piccole che siano, non appena un’auto ci blocca il passo carraio o si piazza su un posteggio disabili, aguzziamo la vista per scorgere l’agognata auto bianco/blu o il classico berretto bianco. E con che gusto gioiamo quando vediamo far giustizia dell’odiato trasgressore: quasi direttamente proporzionale alla rabbia che proviamo quando, ad essere sanzionati, siamo noi, avendo a portata di mano mille e una giustificazione. Perché ancora oggi, per quasi tutti i ‘vigili’ sono soprattutto soste e regolamenti comunali.

img_1785Poco importa se, nel piccolo centro come nella grande città, le Amministrazioni chiedano sempre di più. Poco importano le operazioni di polizia giudiziaria importanti: si pensi che, meno di un mese fa, i ‘vigili’ di Milano hanno arrestato un aguzzino, mischiato tra i profughi, che svolgeva la propria opera di torturatore in Libia. Poco importante se i ‘vigili’ di ogni regione si mobilitano per andare in soccorso delle popolazioni terremotate: non solo vengono ‘schifati’ da Sanremo (che non li invita sul palco tra i soccorritori) ma addirittura vengono mal considerati dallo Stato che, in occasione dello scorso referendum costituzionale, non ha permesso il voto degli operatori di polizia locale in missione.

Addirittura, neppure le proteste dei vigili hanno lo stesso valore di quelle delle altre divise. Al di là di chi invoca (illegali) ammutinamenti di militari e carabinieri, se a scendere in piazza sono i vigili del fuoco la copertura mediatica è garantita, un po’ meno se tocca alla polizia di Stato, totalmente assente se tocca alla municipale: direttamente proporzionale alla simpatia che l’uniforme ispira. Discorso invertito se, invece, abbiamo a che fare con un vigile considerato ‘furbetto della P.A.”: in questo caso massima esposizione su TV e giornali.

img_1788Eppure il vigile è il poliziotto più vicino alla gente, forse per questo il più bistrattato, perché è considerato il primo argine contro il dilagare dell’inciviltà, a partire dagli atteggiamenti più spiccioli. Forse per questo i vecchi ‘vigili’ avevano una battuta: ci sono lavori dove tutti pensano di poter fare meglio di chi ricopre quell’incarico, si tratta de CT della nazionale, del presidente del consiglio e del comandante dei vigili.

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