Via Mignone, barriere architettoniche come se piovesse

di Matteo Lai.

Ormai da qualche anno si parla di abbattimento delle barriere architettoniche e mobilità sostenibile. Un abbinamento che dovrebbe portare a favorire non solo gli spostamenti col mezzo pubblico, ma anche quelli pedonali. Tuttavia, in un momento in cui l’azienda di trasporto pubblico sta per subire dei tagli – che sicuramente si riverseranno anche sul numero delle corse e sui collegamenti delle varie zone – una zona della città rischia di pagare un dazio pesante. Si tratta della zone di via Mignone e della Rusca, un’area dove vivono circa tremila savonesi.

img_6945Da qui, da sempre, raggiungere il centro cittadino o semplicemente Villapiana con una carrozzina per disabili o con un passeggino è quasi un’impresa epica, resa oggi ancora più eroica dalla presenza dei cantieri per l’Aurelia bis. Sia che si scenda verso piazza Brennero o verso via Schiantapetto, infatti, non mancano scalini, sbalzi tra marciapiedi, passaggi pedonali strettissimi resi ancora più difficoltosi da parcheggi “creativi” o da bauletti di scooter che quasi sfiorano i muri degli edifici. Si dirà: il prezzo obbligato per permettere il maggior numero di posteggi in una zona popolosa, di costruzione recente ma non recentissima e, quindi, con tutti i difetti insiti nell’edificazione selvaggia degli anni ’50, ’60 ed anche ’70 del secolo scorso, dove la priorità era mettere mattone su mattone, con buona pace delle opere accessorie all’urbanizzazione, marciapiedi in primis.

img_6951Eppure, proprio cogliendo al balzo la palla offerta dalla contestata Aurelia bis – opera che tra gli abitanti della zona ha diffuso più di un timore – si poteva prevedere di mettere in campo un piano per favorire la mobilità pedonale, magari senza per questo trasformare la ricerca di un parcheggio in una ancor più drammatica avventura. E invece no. Anche in questo caso si è persa un’occasione, con le passate amministrazioni comunali che hanno mostrato una volta in più come la zona sia considerata poco meno che un quartiere dormitorio.

img_6948Non resta che sperare che l’attuale giunta decida di offrire una risposta ai molti che rischiano di essere resi “orfani” di alcune corse, offrendo l’alternativa del “pedibus” per adulti. Tuttavia, finora, il territorio di quella che una volta era la Seconda Circoscrizione non pare essere al centro dei pensieri degli attuali amministratori. Dal degrado sempre più marcato (dovuto anche alla crisi di Ata, altra municipalizzata) fino alla chiusura dell’Asilo Nido, l’intera zona sembra sempre più lasciata al proprio destino.

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