Savona: “Voglio farti un regalo, di quelli che apri e poi piangi”

di Osvaldo Ambrosini.

In un anno scarso di amministrazione di centrodestra a Savona, una cosa l’abbiamo compresa molto bene: il desiderio di apparire sui social media della nostra giunta è superiore anche a quello di una qualunque teenager impegnata a comunicare, con improbabili selfie, la propria “voglia d’estate”. Questo lo si era capito fin dalla campagna elettorale dello scorso anno.

Purtroppo però i conti ereditati dalle amministrazioni precedenti non permettono di poterlo fare in occasione di eventi o manifestazioni, in cui il Comune realmente partecipi da protagonista. Cosicché ci si limita a presenziare a manifestazioni organizzate e finanziate da altri, dandone addirittura un risalto sproporzionato sebbene siano semplicemente patrocinate (memorabile il convegno di ufologia) o addirittura ‘elemosinando’ il taglio di un nastro in eventi organizzati da privati su cui si decide di ‘posare il cappello’ (si veda l’inaugurazione del Genoa Temporary Store nel periodo natalizio).

Orbene, in linea con quanto fatto finora, la nostra sindaca Caprioglio, insieme all’assessore allo sport e al sindaco ombra di Savona, il consigliere regionale Vaccarezza, erano giustamente presenti a palazzo Ducale a Genova, in occasione della presentazione ufficiale dei Giochi Europei Paralimpici Giovanili 2017 che si svolgeranno a Genova e a Savona nel prossimo mese di ottobre. Anche in questo caso la magniloquenza utilizzata sui social media è stata in linea con le loro abitudini. Tuttavia un tema così delicato avrebbe meritato minor ridondanza, non perché gli atleti con differenti abilità non lo meritino, tutt’altro, piuttosto perché proprio questa Giunta, ossessionata dai tagli al welfare, non ha avuto pietà neppure per la loro situazione.

Come non ricordare ad esempio la sforbiciata netta ai contributi del pulmino AIAS, necessario per andare incontro alla necessità di spostamento di 16 bambini disabili savonesi, o i tagli alle borse lavoro per disabili, oppure quelli alle linee ed i contemporanei rincari effettuati dall’azienda di trasporto pubblico locale (di cui il Comune di Savona è uno degli azionisti di maggioranza) che hanno colpito tutti, disabili compresi, senza distinzioni. O ancora per concludere la scelta di chiudere la piscina coperta del prolungamento, dotata di una vasca in grado di ospitare nuotatori con disabilità?

Probabilmente un giorno anche la moda dei social network e di comunicare ogni azione ad ogni costo finirà. Nel frattempo basterebbe usare un po’ più di riservatezza, specialmente su temi delicati per i quali non si è voluto o semplicemente non si è potuto fare di più. Dovrebbe essere un requisito minimo per una pedagogia della comunicazione.

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