Savona, l’alluvione del 1900

Tutti i savonesi ricorderanno la tragica alluvione del settembre 1992. I più giovani, magari, solo per il racconto dei genitori o dei fratelli maggiori, ma quell’evento ha un po’ cambiato, in maniera irreversibile, non solo il nostro modo di vivere, ma anche la geografia dei luoghi che ci erano familiari.

Pensiamo alle pesanti modifiche apportate alla foce del torrente Quiliano, con l’allargamento dell’alveo che ha portato alla demolizione di palazzi, all’allungamento dei ponti della ferrovia interportuale e dell’Aurelia ed addirittura all’abbattimento del pontile che serviva il deposito costiero dell’Ip, con contestuale chiusura dell’insediamento. Solo un esempio tra tutti, ma ogni torrente o rivo, così come ogni Comune, se toccato da quei tragici fatti, non è più stato lo stesso.

Eppure il Novecento si era già aperto con una tragica alluvione. Il 27 settembre del 1900 tutti i corsi d’acqua di Savona si gonfiano d’acqua, in seguito a violente piogge che interessano per tutta la notte l’intera provincia. Il Letimbro sommerge la piazza del Santuario ed invade l’abitato di Lavagnola. Inoltre nel tardo pomeriggio di quella giornata, mentre con altri esponenti dell’Amministrazione è intento a constatate i danni alla strada che collega il capoluogo con il Santuario, viene ghermito dalle acque l’ex sindaco e consigliere provinciale G.B. Berlingeri. Il suo corpo sarà rinvenuto solo tre giorni più tardi sulla spiaggia di Mentone.

Berlingeri, però, non è l’unico a perdere la vita nell’alluvione. Anche il torrente Quiliano, a Zinola, ha superato gli argini ed allagato gli orti. I racconti degli anziani, riportati da quanto narrato dai loro genitori o nonni, parlano della depressione posta tra via Quiliano e la via Aurelia (ora quasi invisibile dalla strada per l’edificazione dei palazzi avvenuta nel secondo dopoguerra) completamente invasa dall’acqua, arrivata proprio alle spalle della chiesa parrocchiale. Una tragedia investe inoltre il quartiere: nel corso delle operazioni di soccorso di un ragazzo, travolto dalla piena, perde la vita un milite della locale sezione della Croce Bianca di Savona, il ventenne Vittorio Ciciliotti, presente a bordo di una imbarcazione con altri soccorritori, che si getta in acqua perdendo la propria vita, ma permettendo il salvataggio del giovane.
Non si conteranno fortunatamente altri morti, a Savona, nonostante la devastazione sia pesante. Moltissimi i senza tetto, pesanti i danni alle infrastrutture, con interruzione dell’Aurelia e della strada per il Santuario, ma anche della ferrovia per Ventimiglia e per il Piemonte. Uno scenario che ricorda molto da vicino l’alluvione che colpirà il savonese quasi un secolo dopo.
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