Mense, ma la giunta sa di cosa si parla?

di Billy The Kid.

L’altro giorno, aprendo un giornale online di Savona – quello che, per sua definizione, è il maggiormente diffuso in provincia – un abitante della città della Torretta sarebbe rimasto perplesso: “Ristorazione scolastica a Savona, Comune al lavoro per migliorare il servizio”. Conoscendo l’allergia finora dimostrata finora al sociale da parte – aumenti delle rette delle mense ad esclusivo uso e consumo delle casse comunali, chiusura di un asilo nido ed esternalizzazione di uno tra quelli superstiti, tagli alle associazioni che si occupano di disabili – ci sarebbe stato di che stupirsi. E invece.

Invece andando a leggere l’articolo e non fermandosi al solo occhieggiante titolo, si scoprono alcune cose curiose. In primis, che il nostro amato sindaco, Ilaria Caprioglio, quando parla di sociale viaggia sempre scortata dal fido assessore al Bilancio, Montaldo. Una presenza così costante da far temere che la prima cittadina sia sotto tutela – almeno in questo ambito – e che per evitare svarioni o promesse che protrerrebbero incidere sulle casse, debba avere sempre con sé quello che appare sempre ogni giorno di più il silente “sindaco ombra”. Si scopre, poi, che né la Caprioglio né Montaldo sappiano esattamente cosa siano le mense scolastiche savonesi. Quando infatti si parla di controlli sulla qualità del servizio con “tecnici qualificati esperti della materia, ma anche i portatori di interesse, soggetti in rappresentanza degli utenti del servizio, il comitato mensa, le scuole e le organizzazioni sindacali”, si dicono cose che già esistono. Quando si racconta invece di voler puntare sull’informatizzazione delle verifiche su “gradibilità e correttezza del pasto”, si parla – nuovamente – di cose che già ci sono, così come il capitolato dello scorso appalto aveva già previsto che le migliorie nelle strutture e nei refettori, indicate dal Comune, fossero compiute dalla ditta appaltatrice del servizio. Non ci credete? Leggete qui, fonte: Comune di Savona.

La verità, purtroppo, è un’altra. La decisione di andare ad un nuovo appalto (che, dicono i bene informati, è stata dettata da un’imposizione della Lega sugli altri soci di maggioranza che, stante anche le ultime sberle rifilate agli alleati salviniani a questo giro avrebbero preferito non andare allo scontro), costerà solo ai cittadini. Una decisione che, si badi bene, non è – come dice Montaldo – un’eccezione, in special modo in Comuni con difficoltà finanziarie come il nostro. Non lo è perché evita il costo di una gara d’appalto e, soprattutto, “congela” il costo a quello offerto all’epoca dell’aggiudicazione dell’appalto. Si tratta quindi di un “contentino” ad un alleato ingombrante e sempre più irrilevante. Ma soprattutto non si dica – come ha fatto l’assessore al Bilancio – che “il Comune fa interesse dei ragazzi”: l’humor nero non fa sempre ridere.

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