Fango sul 25 aprile savonese

di Osvaldo Ambrosini.

Come accade ormai da tempo il 25 Aprile più che unire il popolo italiano riesce ad ottenere l’effetto contrario. Divide, soprattutto a sinistra, grazie a polemiche come quelle romane tra Pd e Anpi sulle scelte di chi abbia o meno la patente morale per sfilare con le proprie bandiere nel corteo della Liberazione: saranno più degni i palestinesi o i rappresentanti della Brigata Ebraica? Nel dubbio il Pd si sfila, anche se quella delle bandiere palestinesi sembra piuttosto una ripicca per far pagare la posizione tenuta dall’associazione sul referendum costituzionale perduto a dicembre.

Non sorprende più invece trovare nelle fila del centrodestra chi guarda a questa festa con mal celata antipatia e fastidio, che poi molto spesso sono gli stessi che confondono la conquista della libertà del popolo italiano con una vittoria dei comunisti. Ma a Savona, ameno luogo in cui non ci si fa mancare nulla, quest’anno la polemica è andata ben oltre i limiti di una normale dialettica politica. Il centrodestra locale è partito da lontano, circa con un mese di anticipo, col chiaro obiettivo di rendere l’aria irrespirabile accusando, contemporaneamente all’annuncio della mancanza di fondi comunali per finanziare la consueta manifestazione, le associazioni che si occupano dell’organizzazione (partiti compresi) di usare strumentalmente la giornata di festa per fare propaganda e soprattutto cassa.

Il regista di questa operazione è, neanche a dirlo, il consigliere regionale Angelo Vaccarezza, talmente ossessionato dalla sinistra e dai comunisti da far apparire il suo mentore Berlusconi un sincero democratico. L’operazione ‘fango sul 25 Aprile savonese’ ha quindi attraversato varie fasi: all’accusa dello sperpero di danaro pubblico è seguita la concessione per il 25 Aprile del misero palco della “rinnovata” Piazza del Popolo. Poi è arrivato anche l’annuncio del taglio alle corone commemorative, compito tipicamente istituzionale che l’amministrazione savonese ha sempre garantito. Quando tuttavia le associazioni, autofinanziandosi, sono riuscite ad organizzare ugualmente la manifestazione ottenendo gratuitamente dalla giunta, bontà sua, l’utilizzo del Priamar, ecco arrivare un doppio annuncio per la verità anche un po’ scontato.

La rinuncia del Sindaco Caprioglio di prendere parte alla fiaccolata la sera del 24 aprile, annunciando che avrebbe raggiunto autonomamente la Piazza Martiri della Libertà, luogo della cerimonia, e la contestuale comunicazione dell’assenza del consigliere regionale Vaccarezza, a cui parrebbe essere stato suggerito di restare lontano dai luoghi delle celebrazioni savonesi.

In attesa del nuovo video-selfie del consigliere regionale nel quale sicuramente la sinistra verrà accusata di non rispettare le regole democratiche non avendogli concesso di esprimere il proprio pensiero, registriamo l’ennesima lezione di stile dei nostri amministratori. La formula sembra consolidata, prima si inquinano i pozzi del vivere civile e subito dopo ci si erge a vittime battendo in ritirata.

Buon 25 aprile Savona.



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